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	<title>Giovanni Carapella</title>
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	<description>La forza della buona politica</description>
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		<title>Carapella: PD Lazio nessun  avvallo ad ipotetico accordo su PD Roma, oggi si vota solo il segretario regionale</title>
		<link>http://www.carapella.it/2010/07/29/carapella-pd-lazio-nessun-avvallo-ad-ipotetico-accordo-su-pd-roma-oggi-si-vota-solo-il-segretario-regionale/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Deve essere chiaro a tutti che oggi si vota il segretario regionale del Pd del Lazio, altro non è in  discussione”. Lo ha dichiarato il dirigente  regionale dell’area Marino del PD,  Giovanni Carapella, commentando le indiscrezioni apparse oggi su diversi  quotidiani che parlano di ipotetici accordi bersaniani popolari sulla segreteria romana del Pd e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/lazio2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-887" title="lazio2010" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/lazio2010-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>“Deve essere chiaro a tutti che oggi si vota il segretario regionale del Pd del Lazio, altro non è in  discussione”. Lo ha dichiarato il dirigente  regionale dell’area Marino del PD,  Giovanni Carapella, commentando le indiscrezioni apparse oggi su diversi  quotidiani che parlano di ipotetici accordi bersaniani popolari sulla segreteria romana del Pd e la presidenza dell’Assemblea Regionale.</p>
<p>“Leggo con stupore che ci sarebbe un ipotetico  scambio con la cosiddetta area dei  Popolari, o con parte di essa, (area che peraltro non corrisponde ad alcuna mozione presentatasi alle primarie dello scorso anno), sulla segreteria del PD di Roma. Ovviamente per quanto ci riguarda niente di tutto questo risponde a veritài: in  queste settimane abbiamo cercato una strada stretta per evitare lo scioglimento dell’assemblea regionale e il ritorno alle primarie (strada legittima e  prevista dallo statuto) al fine di dare una guida e una maggioranza stabile al PD del Lazio in un momento delicato per la regione e il paese tutto. Abbiamo discusso, sotto la guida di garanzia del coordinatore nazionale della mozione Michele Meta, di programmi di lavoro, di valori e mai di compensazioni, scambi, organigrammi cercando un confronto sui contenuti, e un progetto di rilancio del partito nel Lazio. Non abbiamo mai trattato posti o accordi politici non chiari e trasparenti.”</p>
<p>“Abbiamo lavorato _ continua Carapella &#8211; nell&#8217;interesse del partito per trovare un accordo e dare in base a una convergenza solo ed esclusivamente politica un segretario al PD del Lazio. Sulla base di tale impostazione e a seguito di una vera discussione democratica svolta dalla nostra area laziale insieme al coordinatore nazionale, abbiamo assunto un orientamento a sostenere la candidatura di Piero Latino alla segreteria regionale del PD. Vorremmo poterlo fare lealmente e a viso aperto. In queste ore , purtroppo, constatiamo dalla lettura dei giornali  come qualcuno provi a rimestare nel torbido. C’è qualcuno a cui evidentemente non interessa la candidatura di Piero Latino e sta facendo di tutto per farlo saltare? Credo sia opportuno che Mazzoli, segretario uscente, Montino capo delegazione della Bersani e lo stesso Latino facciano chiarezza una volta per tutte. Verificheremo  oggi in base alla discussione pubblica che si svolgerà in assemblea, se esistono le condizioni per confermare nella chiarezza e nella trasparenza che ci appartengono il  sostegno alla candidatura Latino.”<br />
Giovanni Carapella</p>
<p>Direzione regionale PD Lazio, area Marino</p>
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		<title>Una manovra sbagliata e senza prospettive.</title>
		<link>http://www.carapella.it/2010/07/23/una-manovra-sbagliata/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Ci vuole una bella faccia tosta a presentarsi oggi in Parlamento per  chiedere la fiducia su un provvedimento che si vuole indispensabile per  la salvezza economica del Paese dopo aver per mesi propagandato l&#8217;idea di un&#8217;Italia sostanzialmente immune dalla crisi. 
 Il  totale immobilismo dei mesi scorsi ci obbliga oggi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<div style="text-align: left;"><span style="font-style: normal;"><em><strong>C</strong></em><em>i vuole una bella faccia tosta a presentarsi oggi in Parlamento per  chiedere la fiducia su un provvedimento che si vuole indispensabile per  la salvezza economica del Paese dopo aver per mesi propagandato l&#8217;idea di un&#8217;Italia sostanzialmente immune dalla crisi. </em></span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-style: normal;"><em> </em><em>Il  totale immobilismo dei mesi scorsi ci obbliga oggi a un intervento  sicuramente piu&#8217; pesante di quanto non fosse preventivabile qualche mese fa.</em></span></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/frutta-little.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1400" style="border: 2px solid black;" title="frutta little" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/frutta-little-300x171.jpg" alt="" width="400" height="228" /></a></p>
<p><em><strong>Ecco in sintesi le ragioni che ne fanno una manovra sbagliata.</strong><br />
</em></p>
<p>1)    Non e’ vero che e’ composta esclusivamente da risparmi. Oltre il 40% del valore e’ rappresentato a regime da aumenti delle entrate. Dalla lotta all’evasione sono attesi 8 miliardi in piu’ di quanto previsto dalla Ruef (<em><a onmousedown="return clk(this.href,'','','','1','','0CBgQFjAA')" href="http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/index.asp">Relazione Unificata sull&#8217;Economia e la Finanza  Pubblica</a>).</em> E&#8217;, dunque,  evidente l’aleatorieta’ del dato.</p>
<p>2)    I tagli sono per oltre il 70% rappresentati da riduzioni lineari della spesa dei ministeri o dei trasferimenti agli enti locali. L’esperienza dimostra che in assenza di riduzioni strutturali della spesa studiate per capitolo gli obiettivi sono difficilmente raggiungibili. Le Regioni e gli enti locali sono chiamate a contribuire per 8,5 miliardi, pari a circa il 60% della riduzione complessiva della spesa. Di fatto azzerati i trasferimenti aggiuntivi previsti con la devolution di Bassanini.</p>
<p>3)    I comparti piu’ colpiti sono scuola, sanita’ e pensioni.</p>
<p><strong><em>QUADRO MACROECONOMICO</em></strong></p>
<p>1)    La crescita del Pil, secondo i principali centri di previsione, si attestera’ attorno all’1% sia quest’anno che il prossimo, circa la meta’ rispetto al resto d’Europa.</p>
<p>2)    Il reddito disponibile delle famiglie e’ sceso nel 2009 del 2,6%, il potere d’acquisto del 2,5%. I consumi sono scesi dell’1,9% in termini nominali e dell’1,8% in termini di quantita’. Secondo Confcommercio una famiglia su quattro e’ costretta a rinunciare anche all’essenziale. Nonostante la contrazione delle spese la propensione al risparmio e’ scesa dello 0,7% all’11,1%, il livello piu’ basso dagli anni Novanta. Nelle piccole imprese, le cosiddette famiglie produttrici, sono stati persi 210.000 posti di lavoro.</p>
<p>3)    Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) era a maggio al 29,2%, record dal 2004. Soltanto l’anno scorso era al 27,1%. Per il Cnel i giovani hanno una possibilita’ di rimanere disoccupati tripla rispetto ai lavoratori piu’ anziani.</p>
<p>4)    La crisi e’ piu’ pesante al Sud dove il Pil e’ tornato ai livelli di dieci anni fa. Quasi un meridionale su tre e’ a rischio poverta’ a causa di un reddito troppo basso, contro 1 su 10 al Centro-Nord. Una famiglia meridionale su cinque non ha i soldi per andare dal medico o pagare il riscaldamento, una su tre non ha trovato i soldi per comprarsi i vestiti.</p>
<p><strong><em>IMPATTO MANOVRA SUL PIL</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong> Per i tecnici della Camera la manovra impattera’ negativamente sul Pil per lo 0,5% (0,1% nel 2010, 0,2% nel 2011, 0,2% nel 2012). Se tali effetti recessivi non saranno compensati da una maggior crescita dell’economia c’e’ il rischio di un assottigliamento degli effetti attesi sui conti e dunque di un nuovo intervento correttivo. Anche la Corte dei Conti ha parlato di “elevato rischio di un impatto di segno negativo sulla crescita”.</p>
<p><strong><em>IN SINTESI</em></strong></p>
<p>La manovra era necessaria ma e’ costruita su misure in gran parte aleatorie, rischia di peggiorare la recessione e fa pagare il conto della crisi alle categorie piu’ deboli. L’intervento e’ totalmente privo di qualsiasi prospettiva di sviluppo e dimentica completamente il Mezzogiorno dove la crisi morde di piu’.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>di Gianluca Maurizi</strong></p>
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		<title>Fillea-Cgil: nel 2009 in edilizia meno lavoro e più morti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diminuisce il lavoro e aumentano i morti nei cantieri.
È questa la tendenza nazionale registrata nel comparto edile dalla Fillea-Cgil, che ha illustrato ieriaMilano il suo secondo rapporto
sullo stato del settore.
Rispetto al 2008, secondo il  sindacato degli edili della Cgil, in termini assoluti gli infortuni sono diminuiti del16,2% e le morti nei cantieri dell&#8217;1,4%. Ma se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/06/cgil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1328" title="cgil" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/06/cgil-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Diminuisce il lavoro e aumentano i morti nei cantieri.</p>
<p>È questa la tendenza nazionale registrata nel comparto edile dalla Fillea-Cgil, che ha illustrato ieriaMilano il suo secondo rapporto<br />
sullo stato del settore.<br />
Rispetto al 2008, secondo il  sindacato degli edili della Cgil, in termini assoluti gli infortuni sono diminuiti del16,2% e le morti nei cantieri dell&#8217;1,4%. Ma se si considera il numero di ore lavorate, scese da 701,18 a 597.17 milioni (-4,05%), le morti sul  lavoro aumentano del 15,82% e dell&#8217;11,8% rispetto al numero di addetti.<br />
Un asituazione che il segretario generale della Fillea-Cgil Walter Schiavella addebita alla «modifica del codice sugli appalti,  approvata senza un confronto con le parti sociali».«È in corso -ha spiegato il sindacalista &#8211; un processo che il presidente del consiglio e il ministro del Lavoro definiscono di semplificazione.<br />
In realtà siamo di fronte a una lucida azione di deregolamentazione che ha generato un mercato protetto dei grandi appalti nelle mani delle cricche e ha lasciato il resto nelle mani di un &#8216;laissez-fairè senza regole e controlli».</p>
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		<title>&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 04:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme
L&#8217;acqua è un bene comune e non può essere affidato al libero mercato.  Sulla base di questa convinzione il comitato per l&#8217;acqua pubblica ha  raccolto oltre un milione e quattrocentomila firme a favore dei  referendum abrogativi delle norme che consentono la cosiddetta  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme</h1>
<p>L&#8217;acqua è un bene comune e non può essere affidato al libero mercato.  Sulla base di questa convinzione il comitato per l&#8217;acqua pubblica ha  raccolto oltre un milione e quattrocentomila firme a favore dei  referendum abrogativi delle norme che consentono la cosiddetta  &#8216;privatizzazione dell&#8217;acquà, ultima delle quali è quella sui servizi  pubblici locali compresa nel decreto Ronchi.</p>
<p>I promotori del  referendum, un vasto cartello di associazioni e realtà della società  civile, stamattina hanno depositato le forme raccolte presso la Corte di  Cassazione, che dovrà procedere alla loro convalidazione e svolto una  manifestazione a piazza Navona per annunciare il risultato.  Nessun  referendum ha raggiunto questo livello di adesione, «è un record»,  recita il volantino distribuito in piazza, anche se ovviamente il  riferimento al referendum sul divorzio, che raccolse un milione 370mila  firme, è improponibile perché quelle furono le firme autenticate dalla  Cassazione e di norma tra la raccolta e la certificazione qualche decina  o centinaia di migliaio di firme viene cassato per irregolarità varie.</p>
<p>La  parte del leone nella raccolta di firme l&#8217;ha fatta la Lombardia, con  236.278 moduli compilati. Al secondo posto il Lazio, con 146.450  sottoscrittori. Fanalino di coda la val d&#8217;Aosta, con 835 firme.  In  piazza stamattina a festeggiare il risultato c&#8217;erano fra gli altri  Stefano Leoni, presidente del Wwf, padre Alex Zanotelli, Marco Bersani  di Attac, Corrado Oddi della Funzione pubblica Cgil, alcuni esponenti  dei partiti della sinistra che hanno appoggiato (ma non promosso,  precisano gli organizzatori) la raccolta di firme: Prc, Verdi, Sel. Il  prossimo appuntamento del &#8216;popolo dell&#8217;acquà è fissato per il prossimo  18 e 19 settembre, con una assemblea nazionale dei movimenti per l&#8217;acqua  che si terrà probabilmente a Firenze. La prossima sfida per il comitato  promotore, ovviamente, è la vittoria nel referendum, dopo il fallimento  del quorum in tutte le ultime consultazioni di questo genere: bisogna  «portare almeno 25 milioni di italiani &#8211; si dice nel volantino  dell&#8217;iniziativa &#8211; a votare tre sì la prossima primavera», un risultato  «che oggi, alla luce del &#8216;risveglio democraticò a cui si è assistito nei  mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile».</p>
<div>19 luglio 2010</div>
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		<title>Parole in disuso</title>
		<link>http://www.carapella.it/2010/07/20/parole-in-disuso/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 04:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Conchita De Gregorio
Ci sono parole che si logorano con l&#8217;uso. Golpe, per esempio.
Che poi è una parola straniera, una parola che vuol dire colpo di stato  e si dice in spagnolo perché è stato nei paesi di lingua spagnola, per  un certo periodo, che i colpi di Stato riuscivano meglio, per quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>di Conchita De Gregorio</h3>
<p>Ci sono parole che si logorano con l&#8217;uso. Golpe, per esempio.</p>
<p>Che poi è una parola straniera, una parola che vuol dire colpo di stato  e si dice in spagnolo perché è stato nei paesi di lingua spagnola, per  un certo periodo, che i colpi di Stato riuscivano meglio, per quanto di  solito con un aiutino.Un po&#8217; come brioche si dice in francese e  computer in inglese: diritti d&#8217;autore linguistici.</p>
<p>In Italia &#8220;golpe&#8221; ha  un sapore anni Settanta: chi ne parla ancora si vede che aveva vent&#8217;anni  allora, una minoranza di dietrologi rimasta alle passioni e alle paure  della sua giovinezza un po&#8217; come certe signore che da vecchie continuano  a truccarsi di turchese. La prevalenza del Gabibbo ha condannato chi  insiste ad analizzare gli scenari occulti ad una condizione di  marginalità penosa dove ridicolo risulta non il pupazzo ciccione ma  l&#8217;essere umano pensante.</p>
<p>Rileggevo l&#8217;incredibile intervista che ha dato  ieri al nostro giornale il procuratore di Caltanissetta Nico Gozzo,  quella in cui spiega che le stragi di mafia furono parte di un disegno  golpista in cui lo Stato ha agito da protagonista. Ripensavo a quel che  dicevamo giorni fa a proposito della miseria di linguaggio e di  argomenti dei lestofanti della P3, questi che con arroganza inaudita  scandiscono nel dialetto della loro contrada e col tono di farlo coi  piedi sul tavolo, da una poltrona ministeriale, disposizioni per  infamare, per promuovere, per sbloccare un appalto col favore di Cesare:  non abbiamo più nemmeno i golpisti di una volta.</p>
<p>Quando anni fa mi  capitava di conversare con Cossiga di Gladio e di Edgardo Sogno,  dell&#8217;amico spagnolo Tejero e dei suoi sodali si dipanavano nel  ragionamento disegni complessi che mettevano in gioco alleanze  internazionali, strategie politiche dove gli omissis erano sempre più  eloquenti delle parole in chiaro, silenzi accompagnati da gesti, nomi di  calibro altissimo naturalmente di ogni schieramento in un gioco di  reciproche convenienze e di generali conseguenti reticenze.</p>
<p>Persino  Licio Gelli, derubricato all&#8217;epoca come materassaio &#8211; non può essere  lui, si diceva con qualche fondamento, il capo della P2 &#8211; parlava ed  agiva, al cospetto di Cosentino e dei suoi soci, come uno statista.  Anche di questo ha chiesto Massimo Solani ad Elisabetta Cesqui, pm negli  anni della P2 oggi in commissione disciplinare Csm. Un&#8217;intervista in  cui P2 e P3 sono messe a confronto. «Fra gli anticorpi che la  magistratura ha per reagire ai processi degenerativi al suo interno &#8211;  dice alla fine &#8211; c&#8217;è anche l&#8217;ispettorato del ministero della Giustizia,  ma se anche l&#8217;ispettorato è contaminato dalla degenerazione le cose si  complicano».</p>
<p>Il capo degli ispettori si chiama Arcibaldo Miller. «Se è  l&#8217;ispettorato stesso ad essere oggetto di perplessità: chi custodisce i  custodi?». È curioso, ma è una delle domande che si fa un bambino di  dieci anni nel libro di cui vi parliamo oggi in cultura: «I signori col  berretto» di Hugo Paredero, la dittatura argentina raccontata da 150  bambini fra cinque a dodici anni. «I militari controllavano quelli che  non erano militari, ma allora chi controllava i militari?». «Volevano  molti soldi ed erano tutti maschi. Si vede che alle femmine i soldi non  servono».</p>
<p>Chissà se lo ha letto Michele Serra. I soldi servono anche  alle femmine ma in effetti, lo scriveva giorni fa, nelle cricche ci sono  solo uomini. Anche fra i golpisti da strapazzo, solo uomini miserabili.</p>
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		<title>In ricordo di Angelo Ruggieri, editor e intellettuale democratico</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 11:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con Angelo Ruggieri scompare un intellettuale, un uomo acuto e libero, un compagno di tante avventure editoriali e culturali.
Lo ricordiamo cosi&#8217; da questo sito a coloro che hanno  avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo in tanti anni di lavoro comune.
L&#8217;ultimo progetto che avevamo messo in piedi insieme data pochi mesi. L&#8217;idea era quella di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Con Angelo Ruggieri scompare un intellettuale, un uomo acuto e libero, un compagno di tante avventure editoriali e culturali.</strong></div>
<div id="_mcePaste">Lo ricordiamo cosi&#8217; da questo sito a coloro che hanno  avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo in tanti anni di lavoro comune.</div>
<div>L&#8217;ultimo progetto che avevamo messo in piedi insieme data pochi mesi. L&#8217;idea era quella di una collana breve di istant book, mini racconti : tutto in sessantaquattro pagine. Un modo e un luogo per consentire la editazione e la diffusione di storie no fiction, per dare voce a un mondo reale fatto di testimonianze dirette di gente comune , di gente normale.</div>
<div>Detto &#8211; fatto! in poche settimane la nuova collana era già in tipografia con i primi volumi!</div>
<div>Angelo ci ha lasciato!</div>
<div>
<div id="_mcePaste">Ci mancherà la sua visione, la sua cura dei dettagli, la sua consapevole modestia artigiana.</div>
<div>Con lui se ne va un amico e un collega di tante battaglie per una informazione libera e democratica.</div>
<div>Ci resta il suo insegnamento e la sua passione colta e umile.</div>
<div><em><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/mandiamoli.jpg.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1067" title="mandiamoli.jpg" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/mandiamoli.jpg-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><br />
</em></div>
</div>
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		<title>Elettrosmog, perizia su Radio Vaticana: «C&#8217;è un nesso con i tumori nei bimbi»</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 04:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sussiste, secondo una super perizia che si è conclusa dopo cinque anni di indagine tecnica «un&#8217;associazione importante, coerente, e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana (le antenne della Storta, ndr) ed eccesso di malattia per leucemia e linfomi dei bambini» residenti a Cesano e nella zona di Roma Nord tra la fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/radio_vaticana_blogsenzanome_286.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" title="radio_vaticana_blogsenzanome_286" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/radio_vaticana_blogsenzanome_286.png" alt="" width="343" height="260" /></a>Sussiste, secondo una super perizia che si è conclusa dopo cinque anni di indagine tecnica «un&#8217;associazione importante, coerente, e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana (le antenne della Storta, ndr) ed eccesso di malattia per leucemia e linfomi dei bambini» residenti a Cesano e nella zona di Roma Nord tra la fine degli anni &#8216;80 e il 2003. È questa una delle conclusioni della perizia tecnica affidata nel maggio del 2005 dal gip Zaira Secchi al professore Andrea Micheli.</p>
<p>Perizia tecnica riguardante lo studio delle conseguenze che sulla popolazione residente nelle zone in questione hanno avuto le emissioni provenienti dalle antenne di Radio Vaticana e, in minor misura, dal centro radar della Marina, che si trovano entrambi nella zona della Storta.  La perizia fu conferita nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta scaturita dal processo che aveva visto tre esponenti di Radio Vaticana, Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo (oggi defunto) e Costantino Pacifici (poi assolto nel giudizio di primo grado) accusati di getto pericoloso di cose a causa dell&#8217;elettrosmog provocato dalle antenne dell&#8217;emittente vaticana.</p>
<p>Questo processo si è concluso recentemente con la prescrizione.  Ma nella nuova indagine sono rimasti coinvolti Roberto Tucci ed anche tre militari in servizio presso il centro radar della Marina, Gino Bizzarri, Emanuele Vittorio Di Cecco e Roberto Emilio Guarini. Per loro è stato ipotizzato il reato di omicidio colposo.Tornando alla perizia, il tecnico Andrea Micheli ha dovuto valutare l&#8217;incidenza della mortalità da leucemia nelle zone di Cesano e La Storta.  «Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana -è scritto nella perizia- le condizioni di prova richiesta si sono verificate».</p>
<p>Il perito poi aggiunge che «rischi importanti per la fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall&#8217;emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove il rischio di morte per tumori emolinfopoietici». «Tutte le analisi svolte -si legge ancora nella perizia- hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori oscillanti su tutta l&#8217;area di studio fino a 12 chilometri dall&#8217;emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio, per gli esposti adulti a 5 chilometri dall&#8217;emittente».  Secondo l&#8217;esperto «lo studio suggerisce che vi sia stata un&#8217;associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale all&#8217;emittente ed eccesso di rischio di morte per leucemia».</p>
<p>Secondo quanto si legge nella relazione «se per Mari Tele rispetto alla popolazione adulta, le condizioni per la verifica della pericolosità non si sono accertate, rispetto ai bambini lo studio per Radio Vaticana e per la stessa installazione della Marina ha evidenziato rischi importanti per i piccoli che hanno abitato per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e 12 chilometri dalla stazione della radio pontificia».</p>
<p><em>13 luglio 2010 da L&#8217;Unità<br />
</em></p>
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		<title>Vivere al Trullo:&#8221;Quanto è triste di sera il mio quartiere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
 
di Angela Monticelli, segretaria del circolo Pd del Trullo
Ieri sera era afoso ed io avevo una gran voglia di fare un giro, una passeggiata a piedi, cosa impossibile in questi giorni di caldo così intenso. Ho preso sottobraccio il mio compagno e con il mio pancione ho iniziato il percorso.
Dal mio lotto, diretta verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><em> </em></div>
<div><em>di Angela Monticelli, segretaria del circolo Pd del Trullo</em></div>
<div>Ieri sera era afoso ed io avevo una gran voglia di fare un giro, una passeggiata a piedi, cosa impossibile in questi giorni di caldo così intenso. Ho preso sottobraccio il mio compagno e con il mio pancione ho iniziato il percorso.</div>
<div>Dal mio lotto, diretta verso via del Trullo, il vuoto, nessun rumore, a parte qualche macchina che passava. Poi ho fatto il giro intorno, fino alla chiesa, nulla, neppure quei gruppi di ragazzini, soliti ad urlare tutta la notte. Più avanti due motorini nascosti e due voci soffusi. Più avanti ancora nell&#8217; ex pista di pattinaggio, nell&#8217;ex parco giochi improvvisato, ora divenuto parcheggio, ci sono delle voci, si notano delle ragazzine sedute , si girano e ci salutano, le conosciamo. Sono nell&#8217;ombra, loro vedono noi, e noi a malapena le distinguiamo. Proseguiamo, intorno al perimetro della scuola Collodi, ancora silenzio, giriamo intorno, una macchina si ferma per prendere le sigarette al distributore automatico.</div>
<div>Andiamo avanti verso l&#8217;osteria, che di giorno ospita alcolizzati ed ex tossici, il vuoto. Arriviamo alla Piazza, o Giardino dedicata a Caterina Cicetti (a chiamarla così ci vuole davvero coraggio, non si avvista prato, e le panchine gelide, di marmo bianco hanno preso il posto delle verdi panchine) buia anche quella, ma si sentono delle voci, si c&#8217;è un gruppo di rumeni ubriachi che parla ad alta voce, ma non si vedono. Questa piazza di sera è ancora più triste, così come lo era tanti anni fa, luogo degli emarginati e dei tossici. Ho provato ad immaginarla, a descrivere ciò che vedevo al mio compagno: gruppi di ragazzini seduti a terra a vedere uno spettacolo di burattini, divertiti, con zucchero filato e mele stregate, poi un palco, piccolo, con gruppi emergenti, ragazzi e ragazze che recitano, che fanno teatro, famiglie sedute a prendere una bella coppa di gelato, e giovani che ridacchiano mentre danno una sbirciata allo spettacolo, ma che sotto sotto un pò gli sta piacendo e sperano che domani ci sia magari un concertino, una serata di ballo, magari per prendere un pò in giro chi balla. All&#8217;angolo vedo pure un chiosco, vende cocomero fresco, c&#8217;è musica romanesca e pure er Kidd che gioca con i ragazzini. Beh certo è stato fantastico vedere in pochi secondi tutto questo.</div>
<div>In quel momento, mentre sognavo ad occhi aperti, sembrava che fossimo entrambi al centro della musica, tra ragazzini e mamme, che gridano. Abbiamo aperto gli occhi e continuato a camminare, davanti a me ora c&#8217;è il bar, l&#8217;unico aperto, frequentato quasi esclusivamente da rumeni, l&#8217;altro è chiuso la sera, quello frequentato di giorno, da bambini, famiglie, quello pulito e colorato. Eppure ricordo che una volta era aperto la sera, che potevi passeggiare e incontrare qualcuno, prendere una granita, ma cosa sarà successo, chissà se c&#8217;è un legame tra i colpi di pistola sulla sua vetrina, e la chiusura serale. Però di giorno abbiamo i carabinieri che vigilano, proprio lì davanti, e di giorno ci si sente certamente più sicuri. Proseguo nel vuoto, nel silenzio. una luce illuminata su in alto, Il Faro, il centro sociale, e quella lunga scalinata, che lo divide dal quartiere. Andiamo avanti, dei passi alle nostre spalle, si fanno sempre più vicini, avverto quasi un brivido, sarà stato il film dei vampiri di oggi, eccolo ci sorpassa , è un suo amico, si salutano e parlano del lavoro che non c&#8217;è, però ora c&#8217;è finalmente ordine, disciplina e rispetto ma a quale prezzo, e chi lo ha pagato e lo pagherà questo conto? La cultura non deve passare tra queste case. La coca fa la grande differenza fra le periferie pasoliniane e quelle di oggi. Ma è anche vero che l&#8217;elemento forte della cultura borgatara è saldo nella convinzione che qui è tutto uguale, e che il futuro vale poco.<br />
Come sono mutate le borgate dal tempi dl Pasolini a oggi, la coca tonifica l&#8217;economia locale, l&#8217;eroina che ha ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle si affaccia prepotente.<br />
&#8220;Però ora finalmente si dorme la notte nel mio quartiere, e si può distinguere bene, chiunque passeggi su Via del Trullo, di notte nel silenzio e si ha l&#8217;impressione di avere i cecchini nascosti sui tetti&#8221;<br />
<em>Che tristezza!</em></div>
</div>
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		<title>Ignazio Marino: «Sanità, Polverini guardi ai meriti. Svelerò i curricula dei nominati»</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 11:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Mariagrazia  Gerina
L’urgenza del tema la riassume così: «Come cittadini abbiamo il  diritto di sapere che i nostri ospedali vengano affidati non a chi è più  amico di chi è al governo ma a chi è più competente». Nomine e sanità.
Sull’argomento, Ignazio Marino, Presidente della Commissione  parlamentare di inchiesta sull’efficacia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/DSCN3345.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1369" title="ignazio marino" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/DSCN3345-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> di <a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Mariagrazia%20Gerina">Mariagrazia  Gerina</a><a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Mariagrazia%20Gerina"></a></p>
<p>L’urgenza del tema la riassume così: «Come cittadini abbiamo il  diritto di sapere che i nostri ospedali vengano affidati non a chi è più  amico di chi è al governo ma a chi è più competente». Nomine e sanità.</p>
<p>Sull’argomento, Ignazio Marino, Presidente della Commissione  parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio  Sanitario Nazionale, ha ingaggiato, e non da oggi, una sua personale  crociata. E ora promette di dare del filo da torcere ai nuovi presidenti  di Regione alle prese con lo spoil system. Vedi Renata Polverini che,  impegnata in queste ore a mettere nero su bianco i tagli alla sanità  laziale decisi da Tremonti, ha provveduto intanto a “mandare a casa”  tutti tutti i direttori delle Asl, per procedere a nomine a lei più  gradite.</p>
<p>Marino però la avverte. Da presidente della commissione per il  controllo, renderà noti i curricula dei nuovi nominati e li comparerà  con quelli dei direttori uscenti: «Se Renata Polverini non sceglierà in  base alle competenze ma alla tessera di partito, la inchioderemo alle  sue responsabilità. Non si può gestire la salute pubblica con la logica  del sottogoverno». Cosa le fa pensare che sarà una logica da  sottogoverno a guidare le scelte di Renata Polverini? «A quanto sento la  sua intenzione è di non rinominare nessuno dei direttori scelti dalla  giunta precedente. Più che un criterio scientifico è questione di  appartenenza».</p>
<p>La nuova presidente li considera almeno in parte  responsabili della situazione in cui versa la sanità del Lazio. «Ho la  sensazione che Renata Polverini non abbia nelle sue mani una analisi con  numeri e percentuali sui risultati positivi o negativi raggiunti da  ciascuno, se in quella Asl si è allungata la lista d’attesa per la  mammografia o se è migliorata l’efficienza con cui un infartuato viene  soccorso, se ce l’ha sarebbe interessante che la rendesse pubblica,  purtroppo penso che abbia deciso sulla base di un atteggiamento supino  nei confronti dei partiti che la sostengono». Un vizio diffuso.</p>
<p>«Da  presidente della Commissione sanità durante il governo Prodi ho ricevuto  diverse richieste di raccomandazione da aspiranti primari che mi  segnalavano la partecipazione allo stesso concorso di uno di Forza  Italia. Sa come sono uscito dall’imbarazzo? Con una lettera standard in  cui auspicavo che vincesse la persona tecnicamente più preparata.  Nessuno mi è più venuto a chiedere nulla».</p>
<p>Tutto è affidato alla buona  volontà? «In Parlamento giace una mia proposta di legge firmata da 60  deputati per cambiare i meccanismi di nomina dei direttori generali e  primari. Prevede che i titoli di chi concorre e di chi vince vengano  resi pubblici su internet. Pensi che attualmente la legge dà 18 mesi ai  neonominati per fornire i titoli scolastici. Anche se poi ci sono esempi  virtuosi come la Toscana dove vige un meccanismo di controllo dei  risultati raggiunti».</p>
<p>Che fine ha fatto la sua proposta? «Molti anche  nel centrodestra dicevano che l’avrebbero sostenuta, ma non risulta  nemmeno inserita all’ordine del giorno della Commissione sanità. Io  comunque i titoli dei direttori che verranno nominati li renderò noti lo  stesso. È ora di dire basta ai meccanismi di sottogoverno come unico  obiettivo di gestione della salute pubblica. La politica dovrebbe  piuttosto spiegarci perché nel Lazio ci sono 34 reparti di emodinamica  in grado di salvare la vita a un infartuato ma solo 8 funzionano 24 ore  su 24». E invece, ritirato il ticket sui disabili, si accinge a spiegare  i nuovi tagli. «La verità è che la manovra che mira alla distruzione  del sistema sanitario pubblico. Faccio un esempio: in Italia c’è una  carenza di 1500 anestesisti, immaginiamoci cosa potrà accadere quando  andranno in pensione e solo uno su 5 verrà sostituito».</p>
<div>11 luglio 2010</div>
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		<title>Municipio Roma 20: irresponsabile la soppressione del servizio ambulanza a Prima Porta</title>
		<link>http://www.carapella.it/2010/07/10/municipio-roma-20-irresponsabile-la-soppressione-del-servizio-ambulanza-a-prima-porta/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marco Tolli, segretario PD Municipio Roma 20

&#8220;La decisione della Regione Lazio di sopprimere il servizio di  ambulanza, gestito da parte dell&#8217;Ares 118, a Prima Porta nella fascia  serale e notturna  è un fatto grave e irresponsabile.&#8221;
&#8220;Con questa scelta sbagliata si taglia un servizio fondamentale per la  sicurezza e la tutela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Tolli<a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/05/agenda_rossa_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1297" title="agenda_rossa_n" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/05/agenda_rossa_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>, segretario PD Municipio Roma 20</strong></p>
<p><strong></strong><br />
&#8220;La decisione della Regione Lazio di sopprimere il servizio di  ambulanza, gestito da parte dell&#8217;Ares 118, a Prima Porta nella fascia  serale e notturna  è un fatto grave e irresponsabile.&#8221;<br />
&#8220;Con questa scelta sbagliata si taglia un servizio fondamentale per la  sicurezza e la tutela dei cittadini di Prima Porta e Labaro, quartieri  popolari e popolosi  della periferia a nord di Roma dando l&#8217;avvio a  politiche di privatizzazione di un  servizio che  deve rimanere pubblico.<br />
Sempre per ragioni legate alla carenza di personale abbiamo già assistito alla soppressione del servizio di trasporto  urgente del S. Maria della Pietà e alla riduzione del servizio a  piazzale degli Eroi.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il XX Municipio   non può essere la terra amica nella quale il centrodestra romano e laziale fa quadrare i conti, dei tagli  alla sanità pubblica.Il Presidente del Municipio Giacomini non faccia lo struzzo con la Giunta Polverini e batta un colpo  in difesa di un territorio, Roma Nord,  che  fino ad ora è stato solo  ed esclusivamente penalizzato dalla destra al governo della Regione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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