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	<title>Giovanni Carapella &#187; News</title>
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	<description>La forza della buona politica</description>
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		<title>PEDAGGI: DAL CONSIGLIO DI STATO BOCCIATA SENZA APPELLO MANOVRA TREMONTI</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA)  &#8211; ROMA, 1 SET -&#8217;Con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che  ha bocciato senza appello l&#8217;aumento dei pedaggi deciso dalla manovra  economica approvata a luglio, viene definitivamente chiuso un  increscioso capitolo che, cosa strana, non ha creato il minimo imbarazzo  al Ministro Tremonti e ad altri esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/4807699372_db94215ab6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1435" title="4807699372_db94215ab6" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/4807699372_db94215ab6-150x150.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>(ANSA)  &#8211; ROMA, 1 SET -&#8217;Con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che  ha bocciato senza appello l&#8217;aumento dei pedaggi deciso dalla manovra  economica approvata a luglio, viene definitivamente chiuso un  increscioso capitolo che, cosa strana, non ha creato il minimo imbarazzo  al Ministro Tremonti e ad altri esponenti del Governo che pensavano di  fare cassa sulla pelle dei pendolari, ed in particolare di quelli di  Roma e Provincia&#8217;.</p>
<p>Lo afferma il deputato e capogruppo del Pd in  commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, commentando la  bocciatura del Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Governo  contro lo stop all&#8217;aumento dei pedaggi.</p>
<p>&#8216;L&#8217;impegno del Presidente  Zingaretti &#8211; afferma Meta &#8211; e dei Comuni che hanno presentato ricorso  contro quella che definivamo una follia alla vigilia dell&#8217;esodo estivo  ha consentito di ristabilire quei principi di equita&#8217; calpestati dal  Governo.Quanto e&#8217; accaduto rappresenta un&#8217;ulteriore prova &#8211; conclude  l&#8217;esponente del Pd -, dello sbando del Governo Berlusconi e  dell&#8217;incapacita&#8217; di affrontare responsabilmente la crisi economica se  misure come quella sull&#8217;aumento dei pedaggi, decisa per la semplicita&#8217;  di fare cassa sui pendolari invece che stanare gli evasori, si  dimostrano arbitrarie e prevaricatrici verso i cittadini&#8217;.(ANSA).</p>
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		<title>Il Vietnam del  Pd Lazio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 16:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Mario Lavia da &#8220;Europa&#8221;

L’espressione “commissario politico” bene non suona, certo. Allude inevitabilmente a tempi lontani, a trame oscure, a torbidi manovre, ad assenza di regole e leggi, evoca la stella dello sceriffo o le scartoffie del burocrate inviato dall’autocrate di turno. Tempi lontani? Mica tanto, mica sempre.
Nel “primo Pd” – e così veniamo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/author.htm&amp;auth=174"><em>di Mario Lavia da &#8220;Europa&#8221;</em><br />
</a></p>
<p>L’espressione “<em>commissario politico</em>” bene non suona, certo. Allude inevitabilmente a tempi lontani, a trame oscure, a torbidi manovre, ad assenza di regole e leggi, evoca la stella dello sceriffo o le scartoffie del burocrate inviato dall’autocrate di turno. Tempi lontani? Mica tanto, mica sempre.<br />
Nel “primo Pd” – e così veniamo al dunque – Veltroni inviò Passoni in Sardegna, Morando a Napoli: e li chiamò proprio così, “commissari politici”. Dov’è lo scandalo, allora, se a guidare il terremotato Pd del Lazio va un commissario? Per Goffredo Bettini sarebbe invece «una sciagura», «una umiliazione », un attacco all’«autonomia del partito». Meglio un’altra strada – dice –, le primarie. Da farsi in fretta, perché la situazione è molto grave: e su questo non si può non essere d’accordo.<br />
La condizione del Pd nel Lazio (e a Roma) è in effetti tragica. Un Vietnam. Tutti contro tutti. Un impazzimento che si protrae da troppo tempo. E c’è chi è tentato di andarsene.<br />
Nell’Api rutelliana o altrove. O più semplicemente chiudendosi in casa.<br />
Un Vietnam, abbiamo detto. Come altrimenti descrivere una situazione in cui tutte le ipotesi di intesa unitaria fra le varie anime del partito sono saltate uno dopo l’altra? L’ultimo tentativo, pochi giorni fa, è finito malissimo, con il candidato alla leadership regionale impallinato a scrutinio segreto anche da una parte dei “suoi”: ed è probabile che anche se ce l’avesse fatta non avrebbe avuto la forza necessaria per rimettere in piedi un partito dilaniato da lotte interne, scontri personali, giochini di potere camuffati da dissensi politici. Dalemiani divisi, veltroniani smarriti, ex popolari di vario rito incerti, gente che va e gente che viene, sempre col fiato corto, slalomeggiando fra leader nazionali in cerca di sponsor autorevoli. Con i circoli sempre più in difficoltà. Ed anche una Festa dell’Unità molto riuscita come quella di Caracalla pare un <em>remake</em> di altre stagioni più che un vettore di futuro.<br />
Eppure, conoscendo molti esponenti del Pd della Capitale e del Lazio – a cominciare proprio da Bettini – c’è da dire che le energie e le intelligenze non mancano. Però è come nelle famiglie dei vecchi romanzi borghesi: ci si guarda con sospetto, si litiga sull’eredità, ci si mette le corna, si mette un fratello contro l’altro, le voci corrono e il discredito cresce. Nido di vipere era il titolo di un romanzo francese che dipingeva un quadro così.<br />
Serve qualcosa. Qualcuno in grado di imporre un accordo. Una o più personalità in grado di ricostruire un clima civile, un minimo di serietà, solidarietà, correttezza, puntando ad ottenere un quadro unitario che, fra l’altro, è condizione indispensabile per muovere all’attacco dei sistemi di potere di Alemanno e Polverini.<br />
Le primarie? Ben vengano. Ma solo <em>dopo</em> il ristabilimento di un minimo di agibilità politica interna e semmai sullo slancio di una ritrovata ripresa di iniziativa politica. Farle adesso sarebbe come pretendere di danzare il valzer sulle sabbie mobili. Ai gazebo il popolo dem si troverebbe una scheda con sette-otto nomi: il vincitore non avrebbe una grandissima legittimazione popolare. In questa situazione “balcanica” sarebbe solo una megaconta per determinare gli assetti di potere futuri.<br />
Uno o più “commissari”, dunque. Autorevoli, esperti. Disposti a girare per comuni, quartieri, frazioni. I nomi si trovano, il Nazareno ne ha tanti. Si utilizzi anche la forza e la popolarità di Zingaretti. Si lavori così nelle prossime settimane, poi si vada al congresso per definire una linea, verificare idee e progetti, nominare un gruppo dirigente autorevole anche se transitorio. E ai primi mesi del 2011 si vada alle primarie, per uscire dal Vietnam.</p>
<p><em>10 agosto 2010</em></p>
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		<title>Bettini, Pd: «Il governo tecnico sarebbe un&#8217;avventura»</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 14:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Andrea Carugati da L&#8217;Unità
Goffredo Bettini, ex ideologo del Pd veltroniano, grande sponsor di  Ignazio Marino alle ultime primarie, sta terminando il suo “anno  sabbatico” dalla politica, passato per gran parte in Estremo Oriente,  dove ha perso oltre 40 chili. Ora è pronto per l’autunno politico  caldissimo che lo aspetta al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/03/primadi-tutto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1018" title="primadi tutto" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/03/primadi-tutto.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a>di <a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;orderby=1&amp;key=Andrea%20Carugati">Andrea Carugati</a> da L&#8217;Unità</strong></p>
<p><em>Goffredo Bettini, ex ideologo del Pd veltroniano, grande sponsor di  Ignazio Marino alle ultime primarie, sta terminando il suo “anno  sabbatico” dalla politica, passato per gran parte in Estremo Oriente,  dove ha perso oltre 40 chili. Ora è pronto per l’autunno politico  caldissimo che lo aspetta al rientro in Italia, sempre un passo indietro  dalla prima fila. Ma senza rinunciare a dire la sua, a ragionare sulle  prospettive del centrosinistra. </em></p>
<p><strong>Il governo si avvia davvero alla crisi o riuscirà a campare almeno fino alla primavera? </strong><br />
«Penso  che la maggioranza, ormai, sia politicamente finita. Fini ha un’idea  inconciliabile di politica e di partito rispetto a Berlusconi. Non siamo  di fronte a giochi tattici. Ma al fallimento di tutta una stagione, per  altro definitivamente sancito dal dilagare della corruzione, della  illegalità, del disagio sociale e della perdita di identità del Paese.  Per questo penso che il voto a primavera sarà lo sbocco inevitabile».<br />
<strong><br />
Cosa dovrebbe fare il Pd: puntare al voto al più presto o premere per un governo di transizione? </strong><br />
«Il  Pd non deve puntare al voto. Se il voto ci sarà deve essere chiaro che  le responsabilità sono di Berlusconi, non più in grado di governare le  sue difficoltà. Sul governo di transizione, capisco le buone intenzioni  nel proporlo. Ma sono allarmato dal nostro vero problema, che ci  portiamo dietro da anni e che è alla base di tante sconfitte: la perdita  di un nostro rapporto con i cittadini; l’affievolirsi di una nostra  capacità di rappresentanza democratica; il distacco tra istituzioni e  popolo. In questo quadro soluzioni e manovre di vertice sono ad  altissimo rischio e quello che appare realistico è di fatto velleitario,  quello che si ritiene un atto di responsabilità può portare  all’avventura».</p>
<p><strong>L’ipotesi di un governo comunque a guida Pdl, magari con Tremonti, può essere un boomerang per il Pd? </strong><br />
«Ho  detto sul governo tecnico. Aggiungo che se (come dice Bersani) per  superare Berlusconi vanno accantonate verso chiunque le prevenzioni,  questo stesso spirito lo metterei nella ricerca e nella costruzione da  subito di un’alleanza elettorale assai ampia. Chiamiamola come ci pare:  di emergenza o di transizione. Fondata su alcuni obiettivi limitati e  chiari: chiudere l’anomalia berlusconiana, fare bene le riforme  istituzionali ed elettorali necessarie (compreso il federalismo),  combattere l’emergenza economica, contrastare l’illegalità, la  corruzione e riformare la giustizia, sostenere i ceti più poveri. Tutto  questo è urgentissimo, ma per farlo occorre la legittimazione di un voto  popolare. Occorre rivolgerci apertamente e tutti assieme agli italiani,  che penso ci capirebbero. Invece un governo di transizione, a parte i  no che sono già stati detti, aprirebbe spazi enormi ad una  legittimazione plebiscitaria di Berlusconi e farebbe crescere a sinistra  una sorta di plebiscitarismo di minoranza, spingendo lo stesso Vendola a  correre isolato e contro tutti».</p>
<p><strong>Ma questa coalizione che perimetro dovrebbe avere? E Fini? </strong><br />
«Dall’Udc  a Vendola. Per Fini il discorso è diverso, conviene a tutti che egli  sviluppi in autonomia e coerenza il suo discorso per una destra  nazionale e democratica. A lui spetterà raccogliere nel campo a noi  avverso l’auspicabile disfatta di Berlusconi».<br />
<strong><br />
Dunque lei vede Fini e Casini divisi alle urne. E il terzo polo? </strong><br />
«È  stata solo una episodica convergenza parlamentare. Il disegno di nuova  destra di Fini è incompatibile con una saldatura elettorale con Casini e  Rutelli. Presumo che alle urne andrà da solo, come ha fatto l’Udc nel  2008, candidandosi successivamente ad ereditare l’egemonia nel  centrodestra».</p>
<p><strong>In caso di governo tecnico, per quale  legge elettorale sarebbe giusto impegnarsi da parte del Pd? Il sistema  tedesco può essere la fine del bipolarismo? </strong><br />
«La legge  elettorale potrebbe prendere cose buone dal sistema tedesco e da quello  spagnolo. L’importante è che non si perda il senso bipolare della  democrazia italiana e il fatto che i cittadini sappiano, prima di  votare, per quale governo votano».</p>
<p><strong>Condivide l’ipotesi di Enrico Letta, un’alleanza Pd-terzo polo, compreso Fini, e una rottura con Vendola e Di Pietro? </strong><br />
«Assolutamente  no. Per battere Berlusconi oggi, come ho detto, occorre una larga,  larghissima alleanza. Non escludo che dopo questa fase la democrazia  italiana possa trovare assetti nuovi, fondati su nuove intese. Ma oggi  proporre di chiudere a sinistra, per aprire a destra, è un discorso  astratto, destinato ad essere travolto dai fatti. E porterebbe alla  rottura del Pd».</p>
<p><strong>Nel caso in cui l’attuale segreteria  dovesse scegliere un’alleanza con il terzo polo, riterrebbe necessario  convocare un nuovo congresso come proposto dal senatore Ceccanti? </strong><br />
«Se  si cambia linea radicalmente, occorre il congresso. Ma non mi pare che  siamo a questo punto. Si può essere in dissenso su aspetti anche  importanti, ma Bersani è onesto ed equilibrato».</p>
<p><strong>Vendola e Chiamparino, con accenti diversi, sono pronti a correre alle primarie. Come valuta queste candidature? </strong><br />
«Le  candidature verranno al momento opportuno. Ora dico: prima le idee e  poi le ambizioni. Per la politica italiana e anche per noi sarebbe una  piccola ma decisiva rivoluzione».</p>
<div>07 agosto 2010</div>
<p><!-- inclusione degli eventuali video associati agli articoli --> <!-- multimedia correlati --></p>
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		<title>REGIONE: LA GIUNTA POLVERINI STORACE PERDE IL PELO MA NON&#8230;ASSESTAMENTO DI BILANCIO &#8211; OPPOSIZIONE: ATTEGGIAMENTO FASCISTA E INAUDITO</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 11:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Roma, 07 ago &#8211; Un episodio &#8220;inaudito&#8221; e un atteggiamento &#8220;fascista&#8221;. 
Così l&#8217;opposizione di centrosinistra in consiglio regionale commenta quanto avvenuto in aula questa notte sul voto dell&#8217;articolo 7 dell&#8217;assestamento di bilancio.
&#8220;Tutta l&#8217;opposizione è compatta in questa battaglia cominciata sull&#8217;assestamento ormai da due giorni &#8211; ha spiegato il capogruppo del Pd Esterino Montino &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/polverini-saluta-romanamente.jpg"><img class="size-medium wp-image-1440 alignleft" title="polverini saluta romanamente" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/polverini-saluta-romanamente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><strong><em> Roma, 07 ago &#8211; Un episodio &#8220;inaudito&#8221; e un atteggiamento &#8220;fascista&#8221;. </em></strong></p>
<p>Così l&#8217;opposizione di centrosinistra in consiglio regionale commenta quanto avvenuto in aula questa notte sul voto dell&#8217;articolo 7 dell&#8217;assestamento di bilancio.<br />
&#8220;Tutta l&#8217;opposizione è compatta in questa battaglia cominciata sull&#8217;assestamento ormai da due giorni &#8211; ha spiegato il capogruppo del Pd Esterino Montino &#8211; Ciò che è successo  questa notte è inaudito e non si è mai visto. Si è dato per approvato l&#8217;articolo 7 che trattava le questioni delle aziende del trasporto pubblico locale che per il 2011 saranno in difficoltà per lo slittamento di 440 milioni di euro.</p>
<p>Abbruzzese ha messo in votazione l&#8217;articolo e in modo palese lo ha dato per approvato: noi, contrari, eravamo in 20 e loro, favorevoli,<br />
erano in 8. Questo lo si può evincere anche dal sistema di ripresa interna del consiglio regionale. Al di là del merito l&#8217;elemento fondamentale è il rispetto delle regole. Durante l&#8217;intera seduta ci sono state inadempienze, forzature e prepotenze. Abbiamo iniziato i lavori senza che molti<br />
emendamenti fossero stati diffusi. Abbiamo chiesto di intervenire sui singoli emendamenti senza avere però possibilità di parola. E&#8217; stato un atteggiamento fascista e intollerabile.<br />
Si è rotto il rapporto di fiducia con il presidente dell&#8217;aula, che deve essere il garante delle regole. Alla ripresa dei lavori presenteremo un atto di sfiducia nei confronti del presidente.<br />
Lo faremo con grande senso di responsabilità. Faremo una verifica per notare se ci siano i presupposti di carattere tecnico legale e giuridico per fare ricorsi di carattere giudiziario.  Hanno votato un maxiemendamento senza nessuno dell&#8217;opposizione presente in aula: questa è veramente bella. Fin quando non si ripristina un rapporto corretto serio fatto di regole non ci sono le condizioni per lavorare. Con tutto questo<br />
il presidente della giunta non puà fare come Ponzio Pilato&#8221;.<br />
Per Vincenzo Maruccio (Idv) &#8220;si è scritta una pagina buia per il rispetto delle istituzioni. In aula è stato anche leso il diritto soggettivo dei consiglieri di subemendare gli emendamenti. Su questo faremo ricorso al Tar. Ciò che è successo questa notte è assurdo. Dopo la prima votazione abbiamo chiesto di far chiudere l&#8217;accesso all&#8217;aula grazie ai commessi. Così non è stato e ci siamo messi noi a bloccare gli ingressi. La<br />
conduzione dell&#8217;aula ci lascia perplessi. La maggioranza non è stata capace di approvare da sola la manovra di assestamento: è dovuta  ricorrere alla fiducia con il maxiemendamento&#8221;.<br />
A prendere la parola nel corso della conferenza stampa organizzata nella sede del consiglio regionale di via Poli, anche il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà Luigi Nieri:<br />
&#8220;E&#8217; la prima volta che viene usato lo strumento del maxiemendamento senza la minoranza. Lo abbiamo utilizzato anche noi, durante la nostra amministrazione, di fronte a un ostruzionismo e in caso di stallo. Ma farlo in assenza dell&#8217;opposizione significa fare una forzatura istituzionale&#8221;.<br />
&#8220;Nel momento del &#8216;fattaccio&#8217; &#8211; prosegue &#8211; c&#8217;è stato un atteggiamento corretto di Francesco Storace che non è rientrato in aula. Ma la maggioranza è in mano alla destra. Storace ha giocato una partita di primo piano. L&#8217;atteggiamento della Polverini lascia interdetti. Era fuori dall&#8217;aula e ha fatto finta di niente. Di fronte a queste difficoltà il suo ruolo sarebbe stato determinante. L&#8217;unico che ha svolto un ruolo<br />
politico è stato il segretario generale Ronghi&#8221;.</p>
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		<title>PEDAGGI, META (PD): ORA MATTEOLI RITIRI DECRETO SU AUMENTI</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 18:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anas]]></category>
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		<category><![CDATA[pedaggi]]></category>
		<category><![CDATA[raccordo anulare]]></category>

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		<description><![CDATA[(OMNIROMA) Roma, 03 ago &#8211; &#8220;E ora, dopo il rigetto da parte del
Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Governo, la cosa
più responsabile e naturale che dovrebbe fare il Ministro
Matteoli sarebbe quella di revocare il decreto che dava il via
libera all&#8217;Anas per aumentare i pedaggi e imporre il ripristino
delle  vecchie tariffe già dalle prossime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/4807699372_db94215ab6.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1435 alignleft" title="4807699372_db94215ab6" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/08/4807699372_db94215ab6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>(OMNIROMA) Roma, 03 ago &#8211; &#8220;E ora, dopo il rigetto da parte del</p>
<p>Consiglio di Stato del ricorso presentato dal Governo, la cosa<br />
più responsabile e naturale che dovrebbe fare il Ministro<br />
Matteoli sarebbe quella di revocare il decreto che dava il via<br />
libera all&#8217;Anas per aumentare i pedaggi e imporre il ripristino<br />
delle  vecchie tariffe già dalle prossime ore per evitare<br />
indebiti e illegittimi aggravi di spesa per i cittadini in<br />
partenza per le ferie&#8221;.</p>
<p>Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, che ha<br />
chiesto nel corso del suo intervento in Aula alla Camera<br />
&#8220;provvedimenti urgenti da parte del Ministro dei Trasporti<br />
affinché siano revocati da subito gli aumenti dei pedaggi<br />
previsti dalla manovra economica&#8221;.<br />
&#8220;Come Pd &#8211; assicura Meta &#8211; vigileremo affinché sia ripristinata<br />
la giustizia e siamo pronti a mobilitazioni e a manifestazioni<br />
in difesa dei cittadini contro quella che, come avevamo<br />
denunciato sin dall&#8217;inizio, è stata una vera e propria follia ai<br />
danni dei pendolari, in particolare di Roma e Provincia, senza<br />
alcun tipo di giustificazione se non quella di fare cassa alla<br />
vigilia dell&#8217;esodo estivo&#8221;.<br />
red</p>
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		<title>Carapella: PD Lazio nessun  avvallo ad ipotetico accordo su PD Roma, oggi si vota solo il segretario regionale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Deve essere chiaro a tutti che oggi si vota il segretario regionale del Pd del Lazio, altro non è in  discussione”. Lo ha dichiarato il dirigente  regionale dell’area Marino del PD,  Giovanni Carapella, commentando le indiscrezioni apparse oggi su diversi  quotidiani che parlano di ipotetici accordi bersaniani popolari sulla segreteria romana del Pd e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/lazio2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-887" title="lazio2010" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/lazio2010-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>“Deve essere chiaro a tutti che oggi si vota il segretario regionale del Pd del Lazio, altro non è in  discussione”. Lo ha dichiarato il dirigente  regionale dell’area Marino del PD,  Giovanni Carapella, commentando le indiscrezioni apparse oggi su diversi  quotidiani che parlano di ipotetici accordi bersaniani popolari sulla segreteria romana del Pd e la presidenza dell’Assemblea Regionale.</p>
<p>“Leggo con stupore che ci sarebbe un ipotetico  scambio con la cosiddetta area dei  Popolari, o con parte di essa, (area che peraltro non corrisponde ad alcuna mozione presentatasi alle primarie dello scorso anno), sulla segreteria del PD di Roma. Ovviamente per quanto ci riguarda niente di tutto questo risponde a veritài: in  queste settimane abbiamo cercato una strada stretta per evitare lo scioglimento dell’assemblea regionale e il ritorno alle primarie (strada legittima e  prevista dallo statuto) al fine di dare una guida e una maggioranza stabile al PD del Lazio in un momento delicato per la regione e il paese tutto. Abbiamo discusso, sotto la guida di garanzia del coordinatore nazionale della mozione Michele Meta, di programmi di lavoro, di valori e mai di compensazioni, scambi, organigrammi cercando un confronto sui contenuti, e un progetto di rilancio del partito nel Lazio. Non abbiamo mai trattato posti o accordi politici non chiari e trasparenti.”</p>
<p>“Abbiamo lavorato _ continua Carapella &#8211; nell&#8217;interesse del partito per trovare un accordo e dare in base a una convergenza solo ed esclusivamente politica un segretario al PD del Lazio. Sulla base di tale impostazione e a seguito di una vera discussione democratica svolta dalla nostra area laziale insieme al coordinatore nazionale, abbiamo assunto un orientamento a sostenere la candidatura di Piero Latino alla segreteria regionale del PD. Vorremmo poterlo fare lealmente e a viso aperto. In queste ore , purtroppo, constatiamo dalla lettura dei giornali  come qualcuno provi a rimestare nel torbido. C’è qualcuno a cui evidentemente non interessa la candidatura di Piero Latino e sta facendo di tutto per farlo saltare? Credo sia opportuno che Mazzoli, segretario uscente, Montino capo delegazione della Bersani e lo stesso Latino facciano chiarezza una volta per tutte. Verificheremo  oggi in base alla discussione pubblica che si svolgerà in assemblea, se esistono le condizioni per confermare nella chiarezza e nella trasparenza che ci appartengono il  sostegno alla candidatura Latino.”<br />
Giovanni Carapella</p>
<p>Direzione regionale PD Lazio, area Marino</p>
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		<title>Fillea-Cgil: nel 2009 in edilizia meno lavoro e più morti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diminuisce il lavoro e aumentano i morti nei cantieri.
È questa la tendenza nazionale registrata nel comparto edile dalla Fillea-Cgil, che ha illustrato ieriaMilano il suo secondo rapporto
sullo stato del settore.
Rispetto al 2008, secondo il  sindacato degli edili della Cgil, in termini assoluti gli infortuni sono diminuiti del16,2% e le morti nei cantieri dell&#8217;1,4%. Ma se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/06/cgil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1328" title="cgil" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/06/cgil-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Diminuisce il lavoro e aumentano i morti nei cantieri.</p>
<p>È questa la tendenza nazionale registrata nel comparto edile dalla Fillea-Cgil, che ha illustrato ieriaMilano il suo secondo rapporto<br />
sullo stato del settore.<br />
Rispetto al 2008, secondo il  sindacato degli edili della Cgil, in termini assoluti gli infortuni sono diminuiti del16,2% e le morti nei cantieri dell&#8217;1,4%. Ma se si considera il numero di ore lavorate, scese da 701,18 a 597.17 milioni (-4,05%), le morti sul  lavoro aumentano del 15,82% e dell&#8217;11,8% rispetto al numero di addetti.<br />
Un asituazione che il segretario generale della Fillea-Cgil Walter Schiavella addebita alla «modifica del codice sugli appalti,  approvata senza un confronto con le parti sociali».«È in corso -ha spiegato il sindacalista &#8211; un processo che il presidente del consiglio e il ministro del Lavoro definiscono di semplificazione.<br />
In realtà siamo di fronte a una lucida azione di deregolamentazione che ha generato un mercato protetto dei grandi appalti nelle mani delle cricche e ha lasciato il resto nelle mani di un &#8216;laissez-fairè senza regole e controlli».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 04:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme
L&#8217;acqua è un bene comune e non può essere affidato al libero mercato.  Sulla base di questa convinzione il comitato per l&#8217;acqua pubblica ha  raccolto oltre un milione e quattrocentomila firme a favore dei  referendum abrogativi delle norme che consentono la cosiddetta  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>&#8220;No all&#8217;acqua privatizzata&#8221;, per il referendum è record di firme</h1>
<p>L&#8217;acqua è un bene comune e non può essere affidato al libero mercato.  Sulla base di questa convinzione il comitato per l&#8217;acqua pubblica ha  raccolto oltre un milione e quattrocentomila firme a favore dei  referendum abrogativi delle norme che consentono la cosiddetta  &#8216;privatizzazione dell&#8217;acquà, ultima delle quali è quella sui servizi  pubblici locali compresa nel decreto Ronchi.</p>
<p>I promotori del  referendum, un vasto cartello di associazioni e realtà della società  civile, stamattina hanno depositato le forme raccolte presso la Corte di  Cassazione, che dovrà procedere alla loro convalidazione e svolto una  manifestazione a piazza Navona per annunciare il risultato.  Nessun  referendum ha raggiunto questo livello di adesione, «è un record»,  recita il volantino distribuito in piazza, anche se ovviamente il  riferimento al referendum sul divorzio, che raccolse un milione 370mila  firme, è improponibile perché quelle furono le firme autenticate dalla  Cassazione e di norma tra la raccolta e la certificazione qualche decina  o centinaia di migliaio di firme viene cassato per irregolarità varie.</p>
<p>La  parte del leone nella raccolta di firme l&#8217;ha fatta la Lombardia, con  236.278 moduli compilati. Al secondo posto il Lazio, con 146.450  sottoscrittori. Fanalino di coda la val d&#8217;Aosta, con 835 firme.  In  piazza stamattina a festeggiare il risultato c&#8217;erano fra gli altri  Stefano Leoni, presidente del Wwf, padre Alex Zanotelli, Marco Bersani  di Attac, Corrado Oddi della Funzione pubblica Cgil, alcuni esponenti  dei partiti della sinistra che hanno appoggiato (ma non promosso,  precisano gli organizzatori) la raccolta di firme: Prc, Verdi, Sel. Il  prossimo appuntamento del &#8216;popolo dell&#8217;acquà è fissato per il prossimo  18 e 19 settembre, con una assemblea nazionale dei movimenti per l&#8217;acqua  che si terrà probabilmente a Firenze. La prossima sfida per il comitato  promotore, ovviamente, è la vittoria nel referendum, dopo il fallimento  del quorum in tutte le ultime consultazioni di questo genere: bisogna  «portare almeno 25 milioni di italiani &#8211; si dice nel volantino  dell&#8217;iniziativa &#8211; a votare tre sì la prossima primavera», un risultato  «che oggi, alla luce del &#8216;risveglio democraticò a cui si è assistito nei  mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile».</p>
<div>19 luglio 2010</div>
]]></content:encoded>
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		<title>In ricordo di Angelo Ruggieri, editor e intellettuale democratico</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 11:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con Angelo Ruggieri scompare un intellettuale, un uomo acuto e libero, un compagno di tante avventure editoriali e culturali.
Lo ricordiamo cosi&#8217; da questo sito a coloro che hanno  avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo in tanti anni di lavoro comune.
L&#8217;ultimo progetto che avevamo messo in piedi insieme data pochi mesi. L&#8217;idea era quella di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Con Angelo Ruggieri scompare un intellettuale, un uomo acuto e libero, un compagno di tante avventure editoriali e culturali.</strong></div>
<div id="_mcePaste">Lo ricordiamo cosi&#8217; da questo sito a coloro che hanno  avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo in tanti anni di lavoro comune.</div>
<div>L&#8217;ultimo progetto che avevamo messo in piedi insieme data pochi mesi. L&#8217;idea era quella di una collana breve di istant book, mini racconti : tutto in sessantaquattro pagine. Un modo e un luogo per consentire la editazione e la diffusione di storie no fiction, per dare voce a un mondo reale fatto di testimonianze dirette di gente comune , di gente normale.</div>
<div>Detto &#8211; fatto! in poche settimane la nuova collana era già in tipografia con i primi volumi!</div>
<div>Angelo ci ha lasciato!</div>
<div>
<div id="_mcePaste">Ci mancherà la sua visione, la sua cura dei dettagli, la sua consapevole modestia artigiana.</div>
<div>Con lui se ne va un amico e un collega di tante battaglie per una informazione libera e democratica.</div>
<div>Ci resta il suo insegnamento e la sua passione colta e umile.</div>
<div><em><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/mandiamoli.jpg.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1067" title="mandiamoli.jpg" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/02/mandiamoli.jpg-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><br />
</em></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Elettrosmog, perizia su Radio Vaticana: «C&#8217;è un nesso con i tumori nei bimbi»</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 04:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sussiste, secondo una super perizia che si è conclusa dopo cinque anni di indagine tecnica «un&#8217;associazione importante, coerente, e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana (le antenne della Storta, ndr) ed eccesso di malattia per leucemia e linfomi dei bambini» residenti a Cesano e nella zona di Roma Nord tra la fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/radio_vaticana_blogsenzanome_286.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" title="radio_vaticana_blogsenzanome_286" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2010/07/radio_vaticana_blogsenzanome_286.png" alt="" width="343" height="260" /></a>Sussiste, secondo una super perizia che si è conclusa dopo cinque anni di indagine tecnica «un&#8217;associazione importante, coerente, e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana (le antenne della Storta, ndr) ed eccesso di malattia per leucemia e linfomi dei bambini» residenti a Cesano e nella zona di Roma Nord tra la fine degli anni &#8216;80 e il 2003. È questa una delle conclusioni della perizia tecnica affidata nel maggio del 2005 dal gip Zaira Secchi al professore Andrea Micheli.</p>
<p>Perizia tecnica riguardante lo studio delle conseguenze che sulla popolazione residente nelle zone in questione hanno avuto le emissioni provenienti dalle antenne di Radio Vaticana e, in minor misura, dal centro radar della Marina, che si trovano entrambi nella zona della Storta.  La perizia fu conferita nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta scaturita dal processo che aveva visto tre esponenti di Radio Vaticana, Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo (oggi defunto) e Costantino Pacifici (poi assolto nel giudizio di primo grado) accusati di getto pericoloso di cose a causa dell&#8217;elettrosmog provocato dalle antenne dell&#8217;emittente vaticana.</p>
<p>Questo processo si è concluso recentemente con la prescrizione.  Ma nella nuova indagine sono rimasti coinvolti Roberto Tucci ed anche tre militari in servizio presso il centro radar della Marina, Gino Bizzarri, Emanuele Vittorio Di Cecco e Roberto Emilio Guarini. Per loro è stato ipotizzato il reato di omicidio colposo.Tornando alla perizia, il tecnico Andrea Micheli ha dovuto valutare l&#8217;incidenza della mortalità da leucemia nelle zone di Cesano e La Storta.  «Per quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana -è scritto nella perizia- le condizioni di prova richiesta si sono verificate».</p>
<p>Il perito poi aggiunge che «rischi importanti per la fascia di esposti tra i 5 e i 9 chilometri dall&#8217;emittente, per almeno 10 anni, di donne e uomini di tutte le età, dove il rischio di morte per tumori emolinfopoietici». «Tutte le analisi svolte -si legge ancora nella perizia- hanno indicato condizioni di eccesso di rischio di morte su valori oscillanti su tutta l&#8217;area di studio fino a 12 chilometri dall&#8217;emittente, con eccessi importanti e significativi, con però mancata evidenza di rischio, per gli esposti adulti a 5 chilometri dall&#8217;emittente».  Secondo l&#8217;esperto «lo studio suggerisce che vi sia stata un&#8217;associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale all&#8217;emittente ed eccesso di rischio di morte per leucemia».</p>
<p>Secondo quanto si legge nella relazione «se per Mari Tele rispetto alla popolazione adulta, le condizioni per la verifica della pericolosità non si sono accertate, rispetto ai bambini lo studio per Radio Vaticana e per la stessa installazione della Marina ha evidenziato rischi importanti per i piccoli che hanno abitato per più tempo della loro vita nella fascia tra 6 e 12 chilometri dalla stazione della radio pontificia».</p>
<p><em>13 luglio 2010 da L&#8217;Unità<br />
</em></p>
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