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	<title>Giovanni Carapella &#187; News</title>
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		<title>Giorgio Napolitano: «Grazie italiani. Il nostro Paese ce la farà»</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:30:22 +0000</pubDate>
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Il testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Sabato, 31 dicembre 2011
&#8220;Grazie a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le  generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete  accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell&#8217;Italia unita  [...]]]></description>
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<h1><em><strong>Il testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong></em></h1>
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<div><em><strong>Sabato, 31 dicembre 2011</strong></em></div>
<div><em><strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/12/basta-licenziamenti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2140" title="basta licenziamenti" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/12/basta-licenziamenti-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong></em>&#8220;Grazie a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le  generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete  accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell&#8217;Italia unita  e i suoi 150 anni di vita&#8221;. Così il Presidente della Repubblica,  Giorgio Napolitano, ha aperto il tradizionale messaggio televisivo, a  reti unificate, di fine anno.</div>
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<p>&#8220;Il mio è, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e più  forti motivi di fiducia nel futuro dell&#8217;Italia. Che fa tutt&#8217;uno con  fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere  dinanzi alle avversità: spirito di sacrificio e slancio innovativo,  capacità di mettere a frutto le risorse e le riserve di un&#8217;economia  avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un  capitale umano ricco di qualità e sottoutilizzato, di un&#8217;eredità  culturale e di una creatività universalmente riconosciute. Non mi  nascondo, certo, che nell&#8217;animo di molti, la fiducia che ho sentito  riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere  oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che  possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice  di questi stati d&#8217;animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella  crisi finanziaria ed economica in cui l&#8217;Italia si dibatte. Ora, è un  fatto che l&#8217;emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità,  dopo aver perduto pesantemente terreno&#8221;.</p>
<p>Per il Presidente della Repubblica &#8220;lo sforzo di risanamento del  bilancio, culminato nell&#8217;ultimo, così impegnativo decreto approvato  giorni fa dal Parlamento, deve essere portato avanti con rigore. Nessuna  illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i  frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se  l&#8217;economia riprenderà a crescere : il che dipende da adeguate scelte  politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a  laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e  nazionale. Parlo dei sacrifici, guardando specialmente a chi ne soffre  di più o ne ha più timore. Nessuno, oggi &#8211; nessun gruppo sociale &#8211; può  sottrarsi all&#8217;impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici,  per evitare il collasso finanziario dell&#8217;Italia. Dobbiamo comprendere  tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è  cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo  pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle  spalle delle generazioni successive&#8221;.</p>
<p>Per il Capo dello Stato è necessario impegnarsi &#8220;a fondo per colpire  corruzione ed evasione fiscale. E&#8217; un&#8217;opera di lunga lena, che richiede  accurata preparazione di strumenti efficaci e continuità: ed è quanto si  richiede egualmente per un impegno di riduzione delle disuguaglianze,  di censimento delle forme di ricchezza da sottoporre a più severa  disciplina, di intervento incisivo su posizioni di rendita e di  privilegio. Ma mentre è giusto, anzi sacrosanto, fare appello perché si  agisca in queste direzioni, è necessario riconoscere come si debba senza  indugio procedere alla puntuale revisione e alla riduzione della spesa  pubblica corrente : anche se ciò comporta rinunce dolorose per molti a  posizioni acquisite e a comprensibili aspettative&#8221;.</p>
<p>Quindi, &#8220;per procedere con equità si deve innanzitutto stare attenti a  non incidere su già preoccupanti situazioni di povertà, o a non  aggravare rischi di povertà cui sono esposti oggi strati più ampi di  famiglie, anche per effetto della crescita della disoccupazione,  soprattutto giovanile. Ma più in generale occorre definire nuove forme  di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una  copertura pensionistica più alta che in altri paesi o anche di  provvidenze generatrici di sprechi. Bisogna dunque ripensare e rinnovare  le politiche sociali e anche, muovendo dall&#8217;esigenza pressante di un  elevamento della produttività, le politiche del lavoro. Senza mettere in  causa la dimensione sociale del modello europeo, il rispetto della  dignità e dei diritti del lavoro&#8221;.</p>
<p>Il Presidente ha ricordato i tanti incontri con le maestranze delle  fabbriche: &#8220;Comprendo, e sento molto, in questo momento, le difficoltà  di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro, come quelle di chi  ha concluso o sta per concludere la sua vita lavorativa mentre sono in  via di attuazione o si discutono ancora modifiche del sistema  pensionistico. Ma non dimentico come nel passato, in più occasioni, sia  stata decisiva per la salvezza e il progresso dell&#8217;Italia la capacità  dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio  costruttivo, nel confronto con ogni realtà in via di cambiamento, e  anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la  loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale&#8221;.</p>
<p>Il Paese ha davanti grandi prove. &#8220;L&#8217;Italia può e deve farcela &#8211; ha  detto il Presidente &#8211; la nostra società deve uscirne più severa e più  giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più  coesa. Rigore finanziario e crescita. Crescita più intensa e unitaria,  nel Nord e nel Sud, da mettere in moto con misure finalizzate alla  competitività del sistema produttivo, all&#8217;investimento in ricerca e  innovazione e nelle infrastrutture, a un fecondo dispiegarsi della  concorrenza e del merito. E&#8217; a queste misure che ha annunciato di voler  lavorare il governo, nel dialogo con le parti sociali e in un rapporto  aperto col Parlamento. Obbiettivo di fondo : più occupazione qualificata  per i giovani e per le donne&#8221;.</p>
<p>Per il Capo dello Stato &#8220;i sacrifici sono inevitabili per tutti: ma la  preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini, è quella di  assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E&#8217; questo obbiettivo che può  meglio motivare gli sforzi da compiere : è questo l&#8217;impegno cui non  possiamo sottrarci. Perseguire questi obbiettivi, uscire dalle  difficoltà in cui non solo noi ci troviamo è impossibile senza un più  coerente sforzo congiunto al livello europeo. E&#8217; comprensibile che anche  in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta  l&#8217;Europa unita. Ma ciò non deve mai tradursi in sfiducia verso  l&#8217;integrazione europea: solo uniti potremo ancora progredire e contare  come europei in un quadro mondiale radicalmente cambiato. All&#8217;Italia  tocca perciò levare la sua voce perché si vada avanti verso una più  conseguente integrazione europea, e non indietro verso anacronistiche  chiusure e arroganze nazionali. Abbiamo solo da procedere nel cammino  intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni  europee &#8211; in condizioni di parità &#8211; il nostro contributo a nuove,  meditate decisioni ed evoluzioni dell&#8217;Unione&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; importante ora che l&#8217;Italia possa contare su una fase di stabilità e  di serenità politica&#8221;, ha sottolineato il Presidente Napolitano. &#8220;Mi  auguro che i cittadini guardino con attenzione, senza pregiudizi, alla  prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro  capacità di rinnovarsi e di assolvere alla funzione insostituibile che  gli è propria di prospettare e perseguire soluzioni per i problemi di  fondo del paese. Non c&#8217;è futuro per l&#8217;Italia senza rigenerazione della  politica e della fiducia nella politica. Solo così ci porteremo, nei  prossimi anni, all&#8217;altezza di quei problemi di fondo che sono ardui e  complessi e vanno al di là di pur scottanti emergenze. Avvertiamo  quotidianamente i limiti della nostra realtà sociale, confrontandoci con  la condizione di quanti vivono in gravi ristrettezze, con le ansie e le  incertezze dei giovani nella difficile ricerca di una prospettiva di  lavoro. E insieme avvertiamo i limiti del nostro vivere civile,  confrontandoci con l&#8217;emergenza della condizione disumana delle carceri e  dei carcerati, o con quella del dissesto idrogeologico che espone a  ricorrenti disastri il nostro territorio, o con quella di una crescente  presenza di immigrati, con i loro bambini, che restano stranieri senza  potersi, nei modi giusti, pienamente integrare. Ci si pongono dunque  acute necessità di scelte immediate e di visioni lungimiranti&#8221;.</p>
<p>Occorre &#8220;una nuova &#8216;forza motivante&#8217; perché si sprigioni e operi la  volontà collettiva indispensabile ; occorrono coraggio civile e sguardo  rivolto &#8216;con speranza fondata verso il futuro&#8217;&#8221;, ha detto il Presidente  Napolitano riprendendo &#8220;alte voci spirituali&#8221; levatesi nei giorni  natalizi. E ha concluso: &#8220;La fiducia in noi stessi è il solido  fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso  dello stare insieme di fronte alle difficoltà, dello stare insieme  nella comunità nazionale come nella famiglia. E allora apriamoci così al  nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova,  per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno  l&#8217;Italia&#8221;.</p>
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		<title>Il Pd regionale ritrova l&#8217;unità ma solo su Zingaretti sindaco</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 19:40:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Partita  la corsa a quattro per la segreteria regionale, i candidati hanno  incontrato il commissario Vannino Chiti al quale hanno affidato le  speranze di vedere il presidente della Provincia correre per Roma 2013.  Si voterà il prossimo 12 febbraio per mettere fine all&#8217;imbarazzante  periodo di transizione della segreteria regionale

Venerdì, 16 [...]]]></description>
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<h2><em><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2091" title="261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Partita  la corsa a quattro per la segreteria regionale, i candidati hanno  incontrato il commissario Vannino Chiti al quale hanno affidato le  speranze di vedere il presidente della Provincia correre per Roma 2013.  Si voterà il prossimo 12 febbraio per mettere fine all&#8217;imbarazzante  periodo di transizione della segreteria regionale</em></h2>
</div>
<div>Venerdì, 16 dicembre 2011 &#8211; 13:20:26</div>
<div>
C&#8217;e&#8217; una cosa su cui candidati alla segreteria del Pd del Lazio sono  d&#8217;accordo: Nicola Zingaretti è l&#8217;uomo giusto per correre la sfida delle  comunali 2013. Giovanni Bachetet, Enrico Gasbarra, Marta Leonori e Marco  Pacciotti al Senato hanno incontrato il commissario del Pd Lazio  Vannino Chiti e confermato il loro sostegno condiviso a un&#8217;eventuale  candidatura a sindaco dell&#8217;attuale presidente della Provincia di Roma.</p>
<div>
<div><img title="Vannino Chiti full" src="http://affaritaliani.libero.it/static/upload/vann/vannino-chiti_full1.jpg" alt="Vannino Chiti full" /></div>
</div>
<p><strong>Il più convinto sostenitore di Zingaretti candidato sindaco è  stato Gasbarra: &#8220;Per me e&#8217; senz&#8217;altro il candidato migliore per la  città&#8221;. Concorda Pacciotti: &#8220;Zingaretti è una risorsa che sento di  appoggiare&#8221;. Sulla stessa linea Leonori, che però ricorda l&#8217;impegno a  indire le primarie per la scelta del candidato sindaco: &#8220;Zingaretti è un  ottimo candidato, sta anche portando avanti un grande lavoro in  Provincia.</strong> Ma vedremo cosa succederà con le primarie&#8221;. &#8220;Auguro a  Nicola di poter competere alle primarie almeno con un altro candidato &#8211;  fa eco Bachelet &#8211; in modo tale che la sfida sia anche improntata ad una  grande partecipazione&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro con Chiti, i candidati  alla segreteria del Pd Lazio hanno anche colto l&#8217;occasione per ricordare  alcuni punti del programma che ognuno di loro ha già presentato nei  giorni scorsi.</p>
<p>E se Gasbarra ha proposto di destinare una parte del bilancio del Pd  alla creazione di un fondo per l&#8217;emergenza sociale, Bachelet ha ribadito  la necessita&#8217; di ricucire il partito lì dove, negli ultimi mesi, ci  sono state delle strappature. La corsa per la segreteria del Pd Lazio,  che dovrà traghettare il partito fuori dal commissariamento durato oltre  un anno, è aperta: le elezioni primarie sono fissate per il 12  febbraio.</p>
</div>
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		<title>Samb Modou e Diop Mor, due martiri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:20:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dichiarazione di Marco Pacciotti
L’Italia civile e democratica piange Samb Modou e Diop Mor. Due  uomini, due martiri, due vittime del razzismo e del pregiudizio. Dolore,  costernazione, incredulità: sono tanti i sentimenti che si accavallano  per il barbaro assassinio. C’è in noi la consapevolezza che, per  contrastare la spirale di violenza alimentata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>dichiarazione di Marco Pacciotti</strong></em></p>
<p><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/12/paccio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2124" title="paccio" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/12/paccio.jpg" alt="" width="197" height="170" /></a>L’Italia civile e democratica piange Samb Modou e Diop Mor. Due  uomini, due martiri, due vittime del razzismo e del pregiudizio. Dolore,  costernazione, incredulità: sono tanti i sentimenti che si accavallano  per il barbaro assassinio. C’è in noi la consapevolezza che, per  contrastare la spirale di violenza alimentata dalle troppe parole in  libertà di chi per anni ha sparso il seme dell’intolleranza e del  disprezzo per l’altro, serve l’impegno di tutti in una battaglia  culturale che contrasti ogni forma di intolleranza. Ci stringiamo con  forza attorno alla comunità senegalese che oggi piange le due vittime. E  allo stesso tempo abbracciamo tutti gli immigrati che sono venuti in  Italia in cerca di condizioni di vita migliori, in fuga da guerre, fame e  poverta’ e che, con il loro contributo quotidiano, aiutano questo Paese  a crescere e diventare migliore. Consci che l’accoglienza non basta e  solo una vera e piena integrazione chiudera’ definitivamente le porte  alla follia razzista.</p>
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		<title>Piegati e feriti&#8230;ma mai sconfitti!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 10:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Esmeralda Tyli 
Stanotte  ho chiuso gli occhi con un senso di sconfitta e di amarezza infinita  addosso. Dentro di me suonava il requiem per la morte dei principi  umani. L&#8217;alba  del giorno dopo non lascia spazio alla sconfitta.
No!!  Gli sconfitti non siamo noi.Ci hanno piegati un&#8217;altra volta, ci hanno  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/02/normal-to-be-different1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1692" title="normal to be different" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/02/normal-to-be-different1-300x193.jpg" alt="" width="460" height="296" /></a>di</strong></em><em><strong><a href="http://www.facebook.com/ema.tyli"> Esmeralda Tyli</a> </strong></em></p>
<p>Stanotte  ho chiuso gli occhi con un senso di sconfitta e di amarezza infinita  addosso. Dentro di me suonava il requiem per la morte dei principi  umani. L&#8217;alba  del giorno dopo non lascia spazio alla sconfitta.</p>
<p>No!!  Gli sconfitti non siamo noi.Ci hanno piegati un&#8217;altra volta, ci hanno  feriti con le stesse pallottole con cui hanno  preso la vita di Mor Diop  e Modou Samb, ci hanno bruciato il cuore con lo stesso maledetto fuoco  con cui hanno bruciato  il campo rom di Torino&#8230;ma non ci hanno  sconfitti. Perchè il senso vero dell&#8217;umanità è sopravvissuto sempre al  marcio, alla putrefazione dell&#8217;anima di qualcuno. La vera sconfitta è di  chi, per anni in questo paese, ha gettato il seme dell&#8217;odio, del  disprezzo per la vita umana, il seme del razzismo. La vera sconfitta è  di coloro che non sanno il significato del rispetto per il prossimo, per  la vita. Mor Diop e  Modou Samb erano persone come noi, cittadini di  questo paese, membri di questa società che oggi piange per loro. Qualche  altro membro di questa società ha anche preteso negli anni di insegnare  la civiltà a Mor Dipo e a Modou Samb. Ecco&#8230;in nome di questa civiltà   a Mor Diop e a Modou Samb un membro di questa società ha indicato la  strada della morte. Mor Diop e Modou Samb  erano persone semplici, come  tutte le altre che ogni giorno li passavano accanto&#8230;Mor Diop e Modou  Samb sono diventati, a loro malgrado, i martiri dei giorni d&#8217;oggi, i  quali non si commemorano con le note di un requiem ma con quelle di  Bella Ciao!!! Perchè i martiri sono immortali&#8230;l&#8217;anima putrefatta dei  razzisti è un&#8217;anima morta, senza vita e senza futuro.</p>
<p><em>Ci hanno piegati&#8230;ma gli sconfitti non siamo noi. Sopraffatti dallo sgomento e dal dolore, ma non sconfitti!!</em></p>
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		<title>Bersani: dal Pd fiducia e lealtà, sosterremo il governo con l&#8217;orgoglio delle nostre idee</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 19:44:51 +0000</pubDate>
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Dichiarazione di voto di Pier Luigi Bersani sul voto di fiducia al governo Monti&#8220;Noi non pretenderemo mai  di dettarvi il compito, neanche ci aspettiamo facciate tutto quel che  faremmo noi, vi sosterremo lealmente ma con l&#8217;orgoglio e la bussola  delle nostre idee&#8221;. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul id="description" style="text-align: left;">
<li><em><strong>Dichiarazione di voto di Pier Luigi Bersani sul voto di fiducia al governo Monti<a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/335675_2530341627026_1508043024_2653625_555075431_o.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2118" title="335675_2530341627026_1508043024_2653625_555075431_o" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/335675_2530341627026_1508043024_2653625_555075431_o-1024x768.jpg" alt="" width="181" height="135" /></a></strong></em>&#8220;Noi non pretenderemo mai  di dettarvi il compito, neanche ci aspettiamo facciate tutto quel che  faremmo noi, vi sosterremo lealmente ma con l&#8217;orgoglio e la bussola  delle nostre idee&#8221;. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi  Bersani, in aula a Montecitorio sul voto di fiducia al governo Monti.Il  leader del Pd ha rivolto un monito anche all&#8217;ex maggioranza: &#8220;Tuteleremo  il governo Monti verso chiunque volesse scaricargli responsabilità che  non ha. Mi auguro, caro Reguzzoni, che non sia così, perchè se fosse  così non staremo zitti, loro sono qui da un giorno voi da tre anni,  conosciamo la colla dei manifesti&#8221;.
<div>18 novembre 2011</div>
</li>
</ul>
<ul id="description" style="text-align: left;">
<li style="text-align: left;"><a href="http://www.youdem.tv/doc/226581/bersani-dal-pd-fiducia-e-lealt-sosterremo-il-governo-con-lorgoglio-delle-nostre-idee.htm">Bersani: dal Pd fiducia e lealtà, sosterremo il governo con le nostre idee</a></li>
<li style="text-align: left;"><em><strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/329924_2530157262417_1508043024_2653441_1028793015_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2117" title="329924_2530157262417_1508043024_2653441_1028793015_o" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/329924_2530157262417_1508043024_2653441_1028793015_o-300x225.jpg" alt="" width="412" height="309" /></a><br />
</strong></em></li>
</ul>
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		<title>EDILIZIA: CASE, COMPRAVENDITE STABILI CON PREZZI ALLE STELLE</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 09:41:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CRESME 2011, PER ACQUISTARE SERVE CUMULARE 2 REDDITI PER 7,6 ANNI
(ANSA) &#8211; ROMA, 17 NOV &#8211; Compravendite delle abitazioni stabili rispetto allo scorso anno, ma i prezzi si  mantengano ancora sui livelli massimi storici. A fare il bilancio dell&#8217;anno e&#8217; il rapporto Ancab-Cresme presentato all&#8217;assemblea di Legacoop Abitanti, secondo cui le compravendite in corso d&#8217;anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/la-strategia-della-lumaca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2114" title="la strategia della lumaca" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/la-strategia-della-lumaca-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a>CRESME 2011, PER ACQUISTARE SERVE CUMULARE 2 REDDITI PER 7,6 ANNI</strong></em><br />
(ANSA) &#8211; ROMA, 17 NOV &#8211; Compravendite delle abitazioni stabili rispetto allo scorso anno, ma i prezzi si  mantengano ancora sui livelli massimi storici. A fare il bilancio dell&#8217;anno e&#8217; il rapporto Ancab-Cresme presentato all&#8217;assemblea di Legacoop Abitanti, secondo cui le compravendite in corso d&#8217;anno saranno 700mila, poco sotto i livelli 2009-2011, registrando tuttavia una riduzione del 33% rispetto al picco del 2006; e sempre rispetto al 2006 i prezzi sono calati del 21,5%, ma si mantengono ancora sui livelli massimi. Una situazione difficile che si misura innanzitutto con l&#8217;indice della fiducia dei consumatori. Se nel 2000-2001 il 5,5% delle famiglie era disposto  all&#8217;acquisto di una casa, a fine 2010 la percentuale sprofonda all&#8217;1,7%.</p>
<p>Il vero nodo oggi, spiega il Cresme, e&#8217; la scarsa capacita&#8217; di accesso al mercato sia per acquistare che per locare, anche perche&#8217; fino al 1998 le famiglie potevano farlo attraverso il proprio risparmio con uno scarso ricorso al credito. Dopo un decennio di finanziamenti facili, oggi la crisi ha minato la capacita&#8217; di reddito e di accesso al credito, sopratutto per giovani e immigrati. Secondo le simulazioni del Cresme, una famiglia con due redditi che cerca 110 m2 in una zona urbana qualificata nelle grandi citta&#8217;, deve cumulare stipendi per 9,8 anni nel 2007 contro i 7,2 del 1992 e addirittura i 3,4 del 1965. Ma nel 2011 una famiglia consolidata (dirigente dello Stato e insegnante entrambi con una<br />
anzianita&#8217; di servizio medio-elevata) che intende acquistare casa in semicentro o periferia di pregio di una grande citta&#8217;, deve impegnare addirittura 7,6 anni di reddito netto cumulato.</p>
<p>(ANSA).<br />
17/11/2011</p>
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		<title>Lavoro: Cgil, 800 mila irregolari in campi e cantieri</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:50:49 +0000</pubDate>
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(ANSA) &#8211; ROMA, 16 NOV &#8211; Sono 800 mila gli irregolari nei campi e nei   cantieri del Paese di cui 550 mila sotto caporale: e&#8217; la stima di   Flai-Cgil e Fillea-Cgil. In particolare sono 400 mila i lavoratori che   nell&#8217;agricoltura vivono sotto caporale e 400 mila che nell&#8217;edilizia sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/muratore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2108" title="muratore" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/muratore-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></h6>
<h6>
(ANSA) &#8211; ROMA, 16 NOV &#8211; Sono 800 mila gli irregolari nei campi e nei   cantieri del Paese di cui 550 mila sotto caporale: e&#8217; la stima di   Flai-Cgil e Fillea-Cgil. In particolare sono 400 mila i lavoratori che   nell&#8217;agricoltura vivono sotto caporale e 400 mila che nell&#8217;edilizia sono   in nero, e sotto ricatto, di cui almeno 150 mila gestiti dai caporali.   Una emergenza di fronte alla quale i sindacati chiedono al nuovo   governo di intervenire: &#8221;Bisogna fermare questa deriva&#8221;, sostengono   Flai e Fillea, ricordando che la stima sull&#8217;apporto del lavoro sommerso   al Pil italiano sia pari ad oltre 17%, contro una media dei paesi   avanzati dell&#8217;Europa del 4%. Sulle misure da mettere in campo i   sindacati indicano la necessita&#8217; di costruire una rete di protezione per   i lavoratori che sono alla merce&#8217; dei caporali; di rafforzare tutti  gli  strumenti di controllo e contrasto ad ogni forma di irregolarita&#8217;  del  lavoro e di incentivare la sicurezza. Per le imprese che utilizzano   manodopera illegale deve essere prevista e punita la loro   responsabilita&#8217;.(ANSA).</h6>
]]></content:encoded>
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		<title>Green economy: il Lazio con 30.240 imprese green al terzo posto in Italia.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 08:54:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un cuore verde, dinamico e vigoroso, pulsa nell’economia  italiana. Il Lazio con 30.240 imprese green, il 22,2% della regione, è  al terzo posto in Italia (8,2%) per numero assoluto di imprese che  investiranno in tecnologie e prodotti verdi. 
Per quanto riguarda le  province laziali Rieti si colloca al primo posto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/green-economy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2104" title="green economy" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/green-economy-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un cuore verde, dinamico e vigoroso, pulsa nell’economia  italiana. Il Lazio con 30.240 imprese green, il 22,2% della regione, è  al terzo posto in Italia (8,2%) per numero assoluto di imprese che  investiranno in tecnologie e prodotti verdi. </em></strong></p>
<p>Per quanto riguarda le  province laziali Rieti si colloca al primo posto con il 26,1% di imprese  green sul totale delle imprese della provincia (830 imprese), seguono  Frosinone con il 24,8% (2.980 imprese), Latina con il 23% (3.260  imprese), Roma 21,7% (21.260 imprese), Viterbo 21,2% (1.550 imprese). È  quanto emerge nel Rapporto GreenItaly 2011 che Symbola e Unioncamere  hanno presentato oggi a Milano. Un vero e proprio «filo verde», che  unisce cinque regioni settentrionali e cinque meridionali, le quali  occupano le prime dieci posizioni della classifica regionale per  diffusione delle imprese che investono in tecnologie green. La  peculiarità della green economy italiana sta nella riconversione in  chiave ecosostenibile dei comparti tradizionali dell’industria italiana  di punta. Una vera rivoluzione verde che già oggi interessa il 23,9%  delle imprese che nel 2011 investiranno in tecnologie e prodotti green,  creando occupazione, il 38% delle assunzioni è per figure professionali  legate alla sostenibilità.</p>
<p>A presentare la seconda edizione del rapporto  GreenItaly, oggi nella sede di Assolombarda a Milano, erano presenti  insieme al presidente di Assolombarda Alberto Meomartini, al segretario  Generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi e a Ermete Realacci,  presidente di Symbola anche Stefano Boeri, assessore Cultura ed Expo  2015 del Comune di Milano; Marco Frey, professore Economia e Gestione  delle Imprese Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Maurizio Lupi, vice  presidente Camera dei Deputati; Carlo Montalbetti, direttore generale  Comieco; Andrea Poggio, vice direttore nazionale Legambiente; Fabio  Renzi segretario generale di Symbola; Giuseppe Sala, amministratore  delegato Expo 2015.</p>
<p>«Sotto le ceneri depositate dalla crisi arde la  brace della green economy. – spiega Realacci, presidente Symbola – È una  sfida che l’Italia può vincere se saprà cogliere nelle caratteristiche  del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro. Quello  che emerge nella ricerca che oggi presentiamo, ci dice che la green  economy, a maggior ragione nel grave periodo che stiamo vivendo, è una  delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide,  l’economia italiana. Una prospettiva che nel nostro Paese si incrocia  con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la  ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le  nostre imprese. Quanto emerge oggi è un’indicazione importante anche per  il futuro Governo». «L’esperienza delle 370mila imprese che dal 2008 a  oggi hanno investito in prodotti e tecnologie green – ha detto il  segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi − è l’ennesima  testimonianza che anche questa crisi si può vincere continuando a  puntare su innovazione, qualità e sostenibilità. Tre valori che,  coniugati tra loro, consentono alle nostre imprese di intercettare le  preferenze dei consumatori del mondo, di rendere i propri prodotti unici  e non riproducibili, di fare efficienza puntando sulla creatività delle  risorse umane e sull’uso responsabile delle risorse naturali».</p>
<p>Il<em><strong> rapporto GreenItaly</strong></em> evidenzia come la profondità degli effetti della  crisi ha posto l’intero sistema di fronte alla necessità di un radicale  ripensamento del proprio modello di sviluppo tanto che nel 2011 quasi  un’impresa su quattro (il 23,9% del totale, ovvero circa 370mila  imprese, 150mila industriali e quasi 220mila dei servizi) ha realizzato  negli ultimi tre anni, o realizzerà entro quest’anno, investimenti in  prodotti e tecnologie che assicurano un maggior risparmio energetico o  un minor impatto ambientale. Una quota che rappresenta un segnale forte  dell’effettiva diffusione di comportamenti aziendali orientati  all’eco-efficienza e alla sostenibilità ambientale, considerando che in  questo caso siamo di fronte a un universo che contempla sia le micro  imprese al di sotto dei 20 dipendenti, dove chiaramente la propensione a  investire è più contenuta sia tutto il settore dei servizi privati,  costituto da diverse attività che, per chiare ragioni di natura  strutturale o legate al basso impatto ambientale, possono non essere  particolarmente inclini alla realizzazione di investimenti green.  Inoltre un terzo delle imprese che investono in tecnologie green vantano  una presenza sui mercati esteri (34,8%), quota quasi doppia rispetto a  quella rilevata per le imprese che non puntano sulla sostenibilità  ambientale (meno di due su cinque, pari al 18,6%). Una proiezione  internazionale sostenuta anche dalla capacità innovativa, indispensabile  per anticipare la concorrenza o per crearsi originali nicchie di  qualità all’interno della domanda mondiale.</p>
<p>Per quanto riguarda i  settori questa visione strategica lungimirante è chiaramente più diffusa  nella manifattura, dove la quota di imprese che realizzano investimenti  green sfiora il 28% a fronte di un più ridotto 22% nel terziario. E tra  le attività manifatturiere, oltre alla chimica e alle attività connesse  sostanzialmente all’energia (prodotti petroliferi e public utilities),  spicca la filiera della meccanica, mezzi di trasporto, elettronica e  strumentazione di precisione, assieme alla lavorazione dei minerali non  metalliferi, dove un’impresa su tre si dedica alla realizzazione di  investimenti tesi a ridurre l’impatto ambientale delle proprie  produzioni. La classifica regionale per incidenza delle imprese green  sul totale vede in testa il Trentino-Alto Adige (con il 29,5% di imprese  che investono in tecnologie green) seguito dalla Valle d’Aosta (27,3%),  seguono le cinque regioni meridionali con valori tra il 27,2% del  Molise e il 25% dell’Abruzzo, passando per la Basilicata, la Puglia e la  Campania; con valori di poco superiori al 24% si posizionano poi la  Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto e il Piemonte.</p>
<p>Per quanto riguarda i valori assoluti, invece, la Lombardia guida la classifica  con 69.330 imprese, seguita da Veneto con 32.250 imprese, Lazio con  30.240 imprese. Anche per quanto riguarda l’occupazione la green economy  sembra possedere una marcia in più tanto che nel 2011 il 38% della  domanda di assunzioni delle imprese è collegata direttamente o  indirettamente all’ambiente. Si tratta di più di 220.000 assunzioni sul  totale di quasi 600.000 previste dalle imprese nel 2011. Di queste circa  la metà, 97.600 assunzioni sono legate a professioni green in senso  stretto (legate agli ambiti delle energie rinnovabili, gestione delle  acque e rifiuti, tutela dell’ambiente green mobilities).</p>
<p><strong><em>15 novembre 2011</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura e creatività come motori economici a Roma e nel territorio valgono 35 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 07:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due ricerche della Provincia, presentate a Porta Futuro:  dal teatro al cinema e alla musica, dall&#8217;informatica alla moda e al  design, dall&#8217;architettura all&#8217;enogastronomia e alla ricerca industriale,  aziende in aumento del 3,8%, contributo all&#8217;intero fatturato del 14%. E  in Europa il comparto incide per il 2,6% del Pil e dà lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Due ricerche della Provincia, presentate a Porta Futuro:  dal teatro al cinema e alla musica, dall&#8217;informatica alla moda e al  design, dall&#8217;architettura all&#8217;enogastronomia e alla ricerca industriale,  aziende in aumento del 3,8%, contributo all&#8217;intero fatturato del 14%. E  in Europa il comparto incide per il 2,6% del Pil e dà lavoro a 5  milioni di persone. Il sostegno di Palazzo Valentini</em></h3>
<p><em>di ALDO GIANFRATE da La Repubblica<br />
</em></p>
<div>
<p><img title="Cultura e creatività come motori economici a Roma e nel territorio valgono 35 miliardi di euro" src="http://roma.repubblica.it/images/2011/11/11/210255784-d4c74af8-1f42-4b4a-ae24-1e9c3756d920.jpg" alt="Cultura e creatività come motori economici a Roma e nel territorio valgono 35 miliardi di euro" width="300" /></p>
</div>
<p>Cresce del 3,8% nella provincia di Roma il numero delle  aziende dei settori legati alla creatività e alla cultura, sempre più  necessarie alla crescita economica del territorio. Di questo si è  parlato nel dibattito di ieri sera a Testaccio, &#8220;Creatività a Roma:  numeri, scenari e prospettive&#8221;, promosso dal Dipartimento innovazione e  impresa della Provincia e ospitato nella sede romana di Porta Futuro, in  via Galvani. Nel corso della tavola rotonda, moderata da Gioacchino De  Chirico, si è cercato di tracciare un quadro critico dell&#8217;influenza che  la creatività esercita nei diversi settori produttivi, con l&#8217;aiuto di  ricerche condotte da due associazioni (Informale e Tools for Culture).</p>
<p>Quel  che è emerso è che le imprese che presentano un &#8220;potenziale creativo&#8221;,  inteso come capacità di portare nel mercato prodotti nuovi e utili,  contribuiscono al 14% dell&#8217;intero fatturato della provincia di Roma, con  un valore della produzione pari a 35,5 miliardi di euro. Teatro, arte e  cultura, settori in cui la creatività ha maggior peso, hanno prodotto  fatturato per oltre 7 miliardi di euro, grazie soprattutto alla forza  commerciale delle produzioni cinematografiche (2,2 miliardi di euro),  televisive (1,2 miliardi) e pubblicitarie (925 milioni di euro), ma  anche sulla spinta di attività tradizionalmente meno redditizie, come le  creazioni artistiche e letterarie (377 milioni di euro). Il settore  della ricerca industriale, invece, ha generato circa 5,2 miliardi di  euro di fatturato.</p>
<p>Ci sono poi alcune tipologie produttive in cui la creatività è più  marginale, ma rappresenta un fondamentale valore aggiunto. E&#8217; il caso  delle attività legate alla gestione degli spazi urbani, come le  costruzioni: secondo le stime elaborate, oltre 4 miliardi di euro del  fatturato complessivo (circa 18 miliardi e mezzo) è strettamente  connesso alla creatività. Anche l&#8217;industria gastronomica della provincia  deve alle trovate creative parte della sua fortuna, per la precisione  550 milioni di euro sui quasi 3 miliardi complessivi.</p>
<p>Per quanto  riguarda il numero delle aziende della provincia che operano nei settori  di arte, cultura, moda e comunicazione, lo scorso anno è stato  registrato un aumento di circa il 3,8%. A trainare il settore, i servizi  informatici (quasi 24% in più rispetto al 2009), il design (+15,29%) e  la musica (+14,41%). E&#8217; cresciuto meno il numero di aziende  pubblicitarie (+5,23), di arredo e architettura (+2,68) e dello  spettacolo (+2,39). Cala la moda, anche se di poco (-0,38%), e rimane  piuttosto stabile l&#8217;industria mediale (radio, tv ed editoria). Meritano  un discorso a parte le imprese di produzione di film e video, cresciute  relativamente poco (+0,88), ma che rappresentano la maggioranza  dell&#8217;industria creativa: quasi il 20% del totale.</p>
<p>Si tratta di  dati importanti, a cui l&#8217;amministrazione provinciale ha provato a dare  ulteriore impulso. Sono stati utilizzati circa un milione e 250mila euro  per bandi pubblici, incontri e varie iniziative a sostegno di un  settore tra i più dinamici tra le economie sviluppate. Nell&#8217;Unione  Europea, il &#8220;comparto creativo&#8221; è capace di incidere per il 2,6%  dell&#8217;intero Pil e di dare lavoro a oltre cinque milioni di persone (2,8  milioni di lavoratori solo in Italia, che deve al settore il 9,6% del  suo prodotto interno lordo), tanto che la Commissione europea sta  spingendo da tempo per concrete politiche di crescita in questi settori e  per convincere gli stati membri che creatività e affari non possono più  viaggiare separati.</p>
<p>(11 novembre 2011)</p>
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		<title>&#8220;Onore al &#8220;cicogna&#8221; Fassino! &#8221; Condannato il calunniatore Igor Marini</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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di  Marco Pacciotti 

Con  il nomignolo di Cicogna, Piero Fassino allora segretario dei DS, fu  coinvolto in una vicenda giudiziaria dai contorni tuttora oscuri.  Lavoravo con lui come caposegreteria, quando fu fatta scoppiare la bomba  di Telekom Serbia. Ovvero di presunte tangenti che sarebbero arrivate  allora a Mortdella (Prodi) Ranocchio [...]]]></description>
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<div><strong><em>di  <a href="http://www.facebook.com/mpacciotti">Marco Pacciotti</a> </em></strong><a href="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2091" title="261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n" src="http://www.carapella.it/wp-content/uploads/2011/11/261822_168486436552063_100001721228592_413494_1024935_n-150x150.jpg" alt="" width="205" height="205" /></a></div>
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<p>Con  il nomignolo di Cicogna, Piero Fassino allora segretario dei DS, fu  coinvolto in una vicenda giudiziaria dai contorni tuttora oscuri.  Lavoravo con lui come caposegreteria, quando fu fatta scoppiare la bomba  di Telekom Serbia. Ovvero di presunte tangenti che sarebbero arrivate  allora a Mortdella (Prodi) Ranocchio (Dini) e Cicogna (Fassino) dalla  vendita di quella compagnia telefonica. Una campagna preparataprima e  condota poi per mesi dal giornale della famiglia Berlusconi, che non  esitò a dar voce e credito a uno oscuro personaggio, tale Igor Marini  che si scopri poi non essere nè un broker come millantava nè un  faccenderie di livello, ma un truffatore recidivo e screditato.</p>
<p>Ricordo  l&#8217;amarezza di Fassino nell&#8217;essere ingiustamente costretto a difendersi.  L&#8217;amarezza di un uomo per bene che amava il Partito che dirigeva e a  cui era chiaro che l&#8217;attacco ad esso era rivolto attraverso lui e quello  che rappresentava, il Segretario appunto. Ricordo anche che accanto a  tanti attestati di stima e solidarietà da parte di militanti e  simpatizzanti, e di gran parte del gruppo dirigente, ci furono  anche silenzi e imbarazzi di altri, pochi a dire il vero ma comunque  troppi per chi conosce la rettitudine di Fassino.</p>
<p>A distanza di  anni, la giustizia rende definitivamente onore a Fassino, condannando a  10 anni di carcere Igor Marini e un suo socio per quella vicenda.   Purtroppo la distanza nel tempo non aiuta a rendere pubblica questa  sentenza, importante per le ragioni dette ma anche perchè &#8220;svela&#8221; come  in Italia una certa parte politica abbia tentato di annientare con false  accuse quella che allora era la leadership di minoranza. Una prassi  barbara e antidemocratica.</p>
<p>Spero che nei prossimi giorni avremo la  volontà di fare chiarezza fino in fondo. L&#8217;ottimo D&#8217;Avanzo che svelò il  falso e la montatura fatta è morto, la Repubblica titola oggi a pag. 27  la notizia, sotto quella dell&#8217;assoluzione del presunto pusher del  povero Marco Pantani. Dubito che Il Giornale, allora diretto da  Belpietro, facia di meglio. Sta a noi non lasciare che la cosa passi  come una banalità. Anche perchè a me, per quel che conta,  resta una  domanda che vorrei fosse chiarita in sede poltica in primis&#8230;poi si  vedrà se anche altrove. Come potè un personaggio oscuro e inaffidabile  come Marini, ricevere tanto credito e spazio su una importante testata  giornalistica nazionale?</p>
<p>Con l&#8217;avallo della proprietà  forse?&#8230;.sicuramente la violenza con cui la allora maggioranza di  centrodestra cavalcò la polemica, sposando senza dubbi la tesi  accusatoria fa pensar male!</p>
<p>Credo che rendere onore oggi a Fassino sia non solo giusto umananmente ma anche utile per la democrazia e la politica!</p>
<p>Roma, 11/11/2011</p>
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