Dimissioni che fanno pensare: la scelta di Monsignor Marchetto
Si è dimesso negli scorsi giorni Mons. Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti. Dimissioni che da subito hanno alimentato roventi polemiche puntando su quali fossero le reali motivazioni di questa scelta: raggiunti limiti anagrafici oppure decisione originata dalle forti affermazioni dei giorni precedenti in merito alla politica sui Rom del Presidente francese Sarkozy?
A prescindere dalla veridicità di una tesi o dell’altra (personalmente propendo per l’andreottiana “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”) tale scelta lascia un velo di tristezza per la fine di un’esperienza, quella rappresentata da Marchetto, di grandissimo livello e peso non solo a livello ecclesiale e pastorale.
Un uomo dalle posizioni radicali, nette, un uomo di Chiesa animato da un autentico spirito conciliare, capace di diffondere ed interpretare al meglio la dottrina sociale centrando la sua attenzione sulla persona, sul fratello, sull’altro.
Una visione dinamica ed evangelica, magari scomoda per i settori più intransigenti della nostra società, improntata alla centralità del Vangelo ed al rispetto della dignità della persona umana.
Nel marzo del 2010 rilasciava una splendida intervista a Sette, il magazine del Corriere della Sera, in cui si scagliava violentemente contro i provvedimenti normativi delle ronde e la politica dei respingimenti adottata dal nostro Governo non, ovviamente, in un’ottica di difesa di una parte politica piuttosto che di un’altra quanto di posizionare in maniera precisa la Chiesa sul tema dei diritti umani valorizzando i valori cristiani dell’accoglienza.
Una visione del fenomeno dell’immigrazione sganciato da facili e semplicistiche letture, ma legato ad una prospettiva che si concentra sulla condizione dell’immigrato, sulle motivazioni che lo costringono alla difficile scelta di abbandonare il proprio paese e la propria cultura per un futuro che si pensa migliore, ma che appare periglioso.
Con l’uscita di scena di Agostino Marchetto la Chiesa e tutta la società perdono un’autorevole voce che tanto ha dato per l’affermarsi di una cultura che oggi sembra minoritaria.
Tags | chiesa, immigrazione, migranti, razzismo, rom, scoppola, xenofobia
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