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Etica & politica : il PD e la questione “molare”.

di Gianluca Di Girolami*

L’evoluzione dell’uomo è anche l’evoluzione della propria dentatura, delle dimensioni, della forma e dei movimenti di mandibola e mascella (apparato stomatognatico).

Tale apparato è un corpo complesso, che ha segnato in maniera fondamentale (mi verrebbe da dire strategica) l’evoluzione che ha portato dagli ominidi all’Homo sapiens.

Ovviamente l’importanza è da legarsi ad un elemento essenziale per l’evoluzione, che è l’alimentazione, ma non solo, perché la bocca e la dentatura in particolare sono anche elementi simbolici importanti, si pensi alle dimensioni e posizione dei canini, che hanno rappresentato nell’evoluzione umana e rappresentano tutt’ora per molti mammiferi, un segnale di aggressività e di forza per il solo fatto di venire mostrati all’avversario o a chi per lui.

E poi c’è il sorriso.
Nella Guerra del Fuoco (1981) c’è una scena in cui Ika, la ragazza, insegna il riso al trio dei protagonisti, i quali non ne conoscevano l’esistenza.
I denti fino a qul momento servivano per mangiare e per venire mostrati nelle fasi di scontro.
Anche nel “Nome della Rosa” il tema del ridere è un tema di potere e quindi di comunicazione, visto che in ballo c’è il libro perduto della Poetica aristotelica su commedia e riso.

Masticazzi, perché non è di questo che voglio parlare.

Voglio parlare dei denti, degli incisivi, dei canini, dei premolari, ma soprattutto dei molari.
E quindi del Partito Democratico.

La bocca è un organismo, come dicevamo, complesso e fondamentale.
Si lega al senso del gusto, che a sua volta è strettamente legato a quello dell’olfatto.
E’ l’accesso attraverso il quale le sostanze con cui si alimenta l’organismo, transitano verso l’apparato digerente.
Insomma, roba seria.

A leggere qua e là si scopre che la progressiva potenza sviluppata dai molari, segna uno dei passaggi chiave dello sviluppo evolutivo dei primati.
Pensa un po’.
Il molare serve da “mola”, appunto, per cui tritura e sminuzza il cibo che è stato “catturato” dal canino e tagliato e affettato dagli incisivi.

Il molare svolge un lavoro oscuro, perché a differenza di canini e incisivi, non ha una funzione sociale riconosciuta da millenni di evoluzione (l’espressività della bocca è un caposaldo dell’evoluzione umana) e spesso si fa carico della maggior parte del lavoro di masticazione (da cui masticazzi?), specie ora che i canini sono diventati solo il pallido ricordo dei loro antenati e gli incisivi servono più a far vendere dentifrici sbiancanti che ad altro.
Vabbe’, esagero, ma è per capirci.

A fronte di tutto ciò, mi sono fatto persuaso che nel Partito Democratico esiste una questione molare.

Da delegato all’assemblea regionale del Lazio (e dico Lazio), ho partecipato a tutte le convocazioni di tale assemblea e ho sentito che qualcosa non andava.
Ovviamente che qualcosa non vada nel PD e in particolare del PD laziale è cosa nota anche ai fossili di ominidi ospiti del Pigorini, quindi non pretendo di svelare nulla in tal senso.

Ma in questa sorta di danza immobile che va in scena da tempo, ho come avuto l’impressione che se volessimo paragonare questa ipotesi di partito ad una bocca, verrebbe fuori che a fronte di un utilizzo smodato degli incisivi (che come dicevamo servono essenzialmente a ripartire) o dei canini (che servono essenzialmente ad afferrare e dilaniare), quello che manca è l’uso dei molari.
Nessuno vuole fare il molare, i molari vengono abbandonati a sé stessi, dimenticati là in fondo, tanto non si vedono.

E così accade che si ingoiano bocconi pressoché interi, che finiscono per daneggiare l’apparato digerente, con tutto quello che ne consegue in termini di funzionamento generale dell’organismo.
D’altro canto c’è anche, esiste, si vede e si riconosce ad occhio un intero pezzo di classe dirigente, specie quella “giovane”, che va avanti a pappette omogeneizzate fatte di mix appetitosi a base di posti, potere e incarichi e che praticamente, da che ha visto la luce e ad oggi, non sa nemmeno a cosa caspita servano questi benedetti molari.

Questi ex cuccioli, poi, dalla cui buona salute dipende il futuro del P.D., usano i canini essenzialmente per scimmiottare i loro antenati, digrignando la bocca (spesso a comando), non rendendosi conto che tale mostra di aggressività, è più che altro il segno di una frustrazione esistenziale, che è inversamente proporzionale all’effettiva pericolosità dei loro canini.
Il canino di uno yorkshire fa più male.

Poi c’è anche l’utlizzo dell’incisivo per sfoderare sorrisi di plastica, che in realta somigliano più a dei ghigni, che rimandano nella mia memoria forse fallace (facile, dato che ormai non ricordo più una mazza) al Pasolini di Lettere Luterane, che segnalava la fine del sorriso e la trasformazione di questo in ghigno sguaiato e feroce, primo segno inequivocabile di uno snaturamento e di un malessere generazionale che come ben sappiamo il poeta vide con ampio margine rispetto ai più, PCI in testa.

Dentro questo P.D. la questione molare, quindi, a mio modesto avviso c’è ed è importante.
Questo P.D. è una bocca che lavora a metà, molto come strumento che lancia segnali o che tenta di farlo, ma che ha cessato di lavorare come una macchina complessa e articolata, dove a molari (e premolari) andrebbe riconosciuto il ruolo fondamentale che la natura gli ha dato, una funzione, un futuro.
Invece si crede che tutta la fase della paziente triturazione (che è anche una fase di assaporamento, di degustazione), che potremmo paragonare all’indispensabile fase di analisi, studio, comprensione ed elaborazione di ciò che proviene dall’esterno e che un partito degno di questo nome dovrebbe avere cara, almeno quanto tutto il resto, sia di fatto inutile.
Quindi fanculo ai molari.

Concludendo rilevo che lo schema della dentatura dell’homo sapiens prevede 2 molari più uno.
Quel +1 è quello così detto “del giudizio”, che quando esce fa male, ma che se si chiama del giudizio un cazzo di motivo ci sarà.
E dato che la natura – a differenza degli umani – non fa nulla a caso, può essere che riservi tale dolore in una fase matura della vita per ricordarci che i molari ci sono, servono e vanno curati e rispettati.

Vorrei pertanto che a questo P.D. uscissero i denti del giudizio, magari con un po’ di sano dolore, e che cominciasse così a ricordarsi che una bocca che usa solo incisivi e canini è una bocca ridicola, malata e alla fin fine inutile.

E senza bocca si muore.

* Gianluca Di Girolami è membro dell’Assemblea regionale del PD Lazio eletta con le primarie

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Pubblicato il 01 agosto - ore 18,57 Commenti (0)
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