Una manovra sbagliata e senza prospettive.
Ecco in sintesi le ragioni che ne fanno una manovra sbagliata.
1) Non e’ vero che e’ composta esclusivamente da risparmi. Oltre il 40% del valore e’ rappresentato a regime da aumenti delle entrate. Dalla lotta all’evasione sono attesi 8 miliardi in piu’ di quanto previsto dalla Ruef (Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza Pubblica). E’, dunque, evidente l’aleatorieta’ del dato.
2) I tagli sono per oltre il 70% rappresentati da riduzioni lineari della spesa dei ministeri o dei trasferimenti agli enti locali. L’esperienza dimostra che in assenza di riduzioni strutturali della spesa studiate per capitolo gli obiettivi sono difficilmente raggiungibili. Le Regioni e gli enti locali sono chiamate a contribuire per 8,5 miliardi, pari a circa il 60% della riduzione complessiva della spesa. Di fatto azzerati i trasferimenti aggiuntivi previsti con la devolution di Bassanini.
3) I comparti piu’ colpiti sono scuola, sanita’ e pensioni.
QUADRO MACROECONOMICO
1) La crescita del Pil, secondo i principali centri di previsione, si attestera’ attorno all’1% sia quest’anno che il prossimo, circa la meta’ rispetto al resto d’Europa.
2) Il reddito disponibile delle famiglie e’ sceso nel 2009 del 2,6%, il potere d’acquisto del 2,5%. I consumi sono scesi dell’1,9% in termini nominali e dell’1,8% in termini di quantita’. Secondo Confcommercio una famiglia su quattro e’ costretta a rinunciare anche all’essenziale. Nonostante la contrazione delle spese la propensione al risparmio e’ scesa dello 0,7% all’11,1%, il livello piu’ basso dagli anni Novanta. Nelle piccole imprese, le cosiddette famiglie produttrici, sono stati persi 210.000 posti di lavoro.
3) Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) era a maggio al 29,2%, record dal 2004. Soltanto l’anno scorso era al 27,1%. Per il Cnel i giovani hanno una possibilita’ di rimanere disoccupati tripla rispetto ai lavoratori piu’ anziani.
4) La crisi e’ piu’ pesante al Sud dove il Pil e’ tornato ai livelli di dieci anni fa. Quasi un meridionale su tre e’ a rischio poverta’ a causa di un reddito troppo basso, contro 1 su 10 al Centro-Nord. Una famiglia meridionale su cinque non ha i soldi per andare dal medico o pagare il riscaldamento, una su tre non ha trovato i soldi per comprarsi i vestiti.
IMPATTO MANOVRA SUL PIL
Per i tecnici della Camera la manovra impattera’ negativamente sul Pil per lo 0,5% (0,1% nel 2010, 0,2% nel 2011, 0,2% nel 2012). Se tali effetti recessivi non saranno compensati da una maggior crescita dell’economia c’e’ il rischio di un assottigliamento degli effetti attesi sui conti e dunque di un nuovo intervento correttivo. Anche la Corte dei Conti ha parlato di “elevato rischio di un impatto di segno negativo sulla crescita”.
IN SINTESI
La manovra era necessaria ma e’ costruita su misure in gran parte aleatorie, rischia di peggiorare la recessione e fa pagare il conto della crisi alle categorie piu’ deboli. L’intervento e’ totalmente privo di qualsiasi prospettiva di sviluppo e dimentica completamente il Mezzogiorno dove la crisi morde di piu’.
di Gianluca Maurizi
Tags | crisi, manovra, opposizione
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