Vivere al Trullo:”Quanto è triste di sera il mio quartiere”
di Angela Monticelli, segretaria del circolo Pd del Trullo
Ieri sera era afoso ed io avevo una gran voglia di fare un giro, una passeggiata a piedi, cosa impossibile in questi giorni di caldo così intenso. Ho preso sottobraccio il mio compagno e con il mio pancione ho iniziato il percorso.
Dal mio lotto, diretta verso via del Trullo, il vuoto, nessun rumore, a parte qualche macchina che passava. Poi ho fatto il giro intorno, fino alla chiesa, nulla, neppure quei gruppi di ragazzini, soliti ad urlare tutta la notte. Più avanti due motorini nascosti e due voci soffusi. Più avanti ancora nell’ ex pista di pattinaggio, nell’ex parco giochi improvvisato, ora divenuto parcheggio, ci sono delle voci, si notano delle ragazzine sedute , si girano e ci salutano, le conosciamo. Sono nell’ombra, loro vedono noi, e noi a malapena le distinguiamo. Proseguiamo, intorno al perimetro della scuola Collodi, ancora silenzio, giriamo intorno, una macchina si ferma per prendere le sigarette al distributore automatico.
Andiamo avanti verso l’osteria, che di giorno ospita alcolizzati ed ex tossici, il vuoto. Arriviamo alla Piazza, o Giardino dedicata a Caterina Cicetti (a chiamarla così ci vuole davvero coraggio, non si avvista prato, e le panchine gelide, di marmo bianco hanno preso il posto delle verdi panchine) buia anche quella, ma si sentono delle voci, si c’è un gruppo di rumeni ubriachi che parla ad alta voce, ma non si vedono. Questa piazza di sera è ancora più triste, così come lo era tanti anni fa, luogo degli emarginati e dei tossici. Ho provato ad immaginarla, a descrivere ciò che vedevo al mio compagno: gruppi di ragazzini seduti a terra a vedere uno spettacolo di burattini, divertiti, con zucchero filato e mele stregate, poi un palco, piccolo, con gruppi emergenti, ragazzi e ragazze che recitano, che fanno teatro, famiglie sedute a prendere una bella coppa di gelato, e giovani che ridacchiano mentre danno una sbirciata allo spettacolo, ma che sotto sotto un pò gli sta piacendo e sperano che domani ci sia magari un concertino, una serata di ballo, magari per prendere un pò in giro chi balla. All’angolo vedo pure un chiosco, vende cocomero fresco, c’è musica romanesca e pure er Kidd che gioca con i ragazzini. Beh certo è stato fantastico vedere in pochi secondi tutto questo.
In quel momento, mentre sognavo ad occhi aperti, sembrava che fossimo entrambi al centro della musica, tra ragazzini e mamme, che gridano. Abbiamo aperto gli occhi e continuato a camminare, davanti a me ora c’è il bar, l’unico aperto, frequentato quasi esclusivamente da rumeni, l’altro è chiuso la sera, quello frequentato di giorno, da bambini, famiglie, quello pulito e colorato. Eppure ricordo che una volta era aperto la sera, che potevi passeggiare e incontrare qualcuno, prendere una granita, ma cosa sarà successo, chissà se c’è un legame tra i colpi di pistola sulla sua vetrina, e la chiusura serale. Però di giorno abbiamo i carabinieri che vigilano, proprio lì davanti, e di giorno ci si sente certamente più sicuri. Proseguo nel vuoto, nel silenzio. una luce illuminata su in alto, Il Faro, il centro sociale, e quella lunga scalinata, che lo divide dal quartiere. Andiamo avanti, dei passi alle nostre spalle, si fanno sempre più vicini, avverto quasi un brivido, sarà stato il film dei vampiri di oggi, eccolo ci sorpassa , è un suo amico, si salutano e parlano del lavoro che non c’è, però ora c’è finalmente ordine, disciplina e rispetto ma a quale prezzo, e chi lo ha pagato e lo pagherà questo conto? La cultura non deve passare tra queste case. La coca fa la grande differenza fra le periferie pasoliniane e quelle di oggi. Ma è anche vero che l’elemento forte della cultura borgatara è saldo nella convinzione che qui è tutto uguale, e che il futuro vale poco.
Come sono mutate le borgate dal tempi dl Pasolini a oggi, la coca tonifica l’economia locale, l’eroina che ha ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle si affaccia prepotente.
“Però ora finalmente si dorme la notte nel mio quartiere, e si può distinguere bene, chiunque passeggi su Via del Trullo, di notte nel silenzio e si ha l’impressione di avere i cecchini nascosti sui tetti”
Che tristezza!
Come sono mutate le borgate dal tempi dl Pasolini a oggi, la coca tonifica l’economia locale, l’eroina che ha ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle si affaccia prepotente.
“Però ora finalmente si dorme la notte nel mio quartiere, e si può distinguere bene, chiunque passeggi su Via del Trullo, di notte nel silenzio e si ha l’impressione di avere i cecchini nascosti sui tetti”
Che tristezza!
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Pubblicato il 13 luglio - ore 10,05
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