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Il balzo di Anemone: da otto a 65 milioni in soli quattro anni

Le verifiche fiscali svelano la rete per i lavori. Le operazioni sospette sui conti della Igit

PERUGIA — Operazioni sospette sui conti della Igit, l’azienda che faceva affari con il Gruppo Anemone. La segnalazione della Banca d’Italia è stata trasmessa alla Guardia di Finanza. E adesso si indaga per scoprire i beneficiari dei passaggi di denaro disposti da Bruno Ciolfi, l’imprenditore che in società con Diego Anemone si è aggiudicato appalti milionari come il Parco della Musica di Firenze, l’aeroporto di Perugia, il carcere di Sassari. Il sospetto è che dietro quei transiti «anomali» si celino compravendite immobiliari. Acquisti di appartamenti o ristrutturazioni per soddisfare le richieste di politici e potenti funzionari statali e rimanere privilegiati nell’affidamento dei lavori pubblici. Un business che ha subìto un balzo improvviso a partire dal 2006. Basti pensare che —come risulta dalla documentazione finanziaria acquisita dagli investigatori— in soli quattro anni il fatturato della «Anemone Costruzioni» è passato da otto milioni di euro a quasi 70 milioni.

Anemone all'uscita dal carcere (Ansa)
Anemone all’uscita dal carcere (Ansa)

Gli atti acquisiti negli uffici del costruttore, compresa la lista con le «commesse» effettuate tra il 2003 e il 2008, dimostrano come Anemone abbia sempre annoverato tra i suoi clienti personaggi di primo piano delle istituzioni e del Vaticano, che gli aveva commissionato persino il rifacimento di alcune chiese. Basti pensare che nel 2004 fu proprio lui ad occuparsi dell’adattamento di un intero palazzo in piazza Zama come sede del Sisde, il servizio segreto civile. Da allora il suo legame con il Provveditore Angelo Balducci diventa sempre più stretto e gli consente il salto di qualità. Proprio su questa crescita vertiginosa del fatturato si stanno concentrando gli accertamenti disposti dai pubblici ministeri di Perugia Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. Secondo la documentazione contabile che i finanzieri stanno analizzando, nel 2006 la ditta ha un volume d’affari pari a 8 milioni 324 mila euro. Nella contabilità sono iscritti gli incarichi per il carcere di Sassari e la manutenzione del palazzo del Sisde di piazza Zama, che certamente portano «entrate» di alti importi. L’anno successivo il fatturato sale così a 14 milioni e 800 mila euro.

Le fatture emesse dimostrano come l’azienda beneficia di numerosi incarichi provenienti dal Provveditorato, compresi i lavori al ministero delle Scienze, le dotazioni tecniche e di sicurezza della sede della Guardia di Finanza a Fiumicino, alcune ristrutturazioni per conto del Viminale. Il 2008 rappresenta certamente l’anno della svolta. «Anemone Costruzioni » muove 34 milioni e 466 euro. I contatti tra l’imprenditore e Balducci sono frenetici come dimostrano le intercettazioni telefoniche effettuate dai carabinieri del Ros. Il 21 settembre del 2007 un decreto del governo ha dichiarato la presidenza italiana del G8 «Grande Evento », dunque bisogna tenersi pronti per i lavori che arriveranno in vista dei vertici internazionali previsti per l’estate dell’anno successivo. E poi ci sono gli altri appalti concessi con procedura d’urgenza: ci si deve preparare per i Mondiali di Nuoto e per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, cercare di ottenere la maggior parte delle «commesse». Si infittisce dunque la rete delle relazioni istituzionali.

In passato sono numerose le persone che avrebbero beneficiato della generosità di Anemone. Finora si è scoperto che appartamenti sono stati regalati allo stesso Balducci, al ministro Claudio Scajola, al generale dei servizi segreti Francesco Pittorru, ma gli investigatori sono convinti che la lista sia destinata ad allungarsi viste le modalità seguite per le operazioni bancarie finite sotto osservazione. E hanno già individuato quelle ristrutturazioni effettuate nelle case dei funzionari chiamati a gestire i «Grandi Eventi » e dei loro familiari. Favori che vengono evidentemente ricambiati visto che nel 2009 il fatturato arriva a ben 65 milioni e 319 mila euro. L’ascesa di Anemone appare inarrestabile. Stringe alleanze con altre imprese, prima fra tutte la Igit. Incrementa i versamenti su centinaia di conti segreti intestati a prestanome. Decide di utilizzare casseforti come quella di don Evaldo Biasini, convinto che serviranno a far perdere le tracce delle movimentazioni. E invece arriva l’ordine di arresto dei giudici di Firenze. Anemone e la sua «cricca» finiscono in galera.

Fiorenza Sarzanini da Corriere .it
15 maggio 2010

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Pubblicato il 15 maggio - ore 09,34 Commenti (0)
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