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Alziamo la testa

di Toni Jop
Onore al genio del segretario comunale di Gavardo, Brescia: ha capito che questo è un paese di servi inaffidabili e ha firmato un ordine di servizio per costringere i dipendenti a dire «buongiorno» e «buonasera» nonché ad alzarsi in piedi in presenza di autorità e superiori. Ovviamente, un cervello così fino poteva esprimersi al meglio solo in una amministrazione di destra. Doppiamente fortunato, poiché ha ammesso di aver concepito questa bellissima gogna con il pensiero rivolto all’arrivo imminente della ministra Gelmini. Ci vuole rigore. Per questo, crediamo, Stefano Cucchi è stato ammazzato: non ha salutato, non si è alzato in piedi, un detrito sociale non redimibile. Vogliamo forse che l’Italia sia rappresentata da questi scarti? Ci intimavano di abbassare i toni, ora pretendono che abbassiamo anche la testa. L’altra sera ad Anno Zero Bersani ha alzato la testa anche per conto dei comunali di Gavardo, per i bambini di Adro, per gli immigrati di Rosarno e per Stefano Cucchi. Era ora.

01 maggio 2010

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Pubblicato il 03 maggio - ore 11,02 Commenti (0)
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