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Dramma trasporti nel Lazio, serve una svolta nazionale.

Intervista di Gea Petrini a Giovanni Carapella, pubblicata sul Nuovo Oggi Roma Litorale

Consigliere e presidente della commissione Lavori Pubblici e Politiche per la casa della Regione Lazio, il democrat è convinto della statura politica di Emma Bonino e intenzionato a ricandidarsi per uno scranno: l’architetto urbanista (tra i sostenitori rimasti delusi delle mancate primarie) individua nei trasporti, il punto ancora troppo debole della Regione. Bene il fronte degli alloggi popolari, meno quindi quello della mobilità dove il centrosinistra ha mostrato “lentezza” e il Gruppo Fs “troppo interesse per l’alta velocità”. E ora il must è tornare in pista per continuare “il risanamento” della Regione.

Emma Bonino è in corsa per la Presidenza della Regione Lazio, che valutazione dà della candidatura?

“La Bonino è una donna con tre qualità precise. E’ coraggiosa, competente. Ed è una donna coerente con i suoi principi: sente forte l’impegno nella buona politica, quella che vive di idee e programmi”.

Settimane difficili per il Partito Democratico, la scelta è arrivata con ritardi e polemiche. Ci sono responsabilità, nella gestione della fase, imputabili alla segreteria regionale del Pd?

“Credo che la candidatura della Bonino consenta al centrosinistra di uscire dal pantano di queste settimane. Certo si poteva imboccare da subito la strada delle primarie: il nostro elettorato è appassionato, ha voglia di partecipare. Le primarie ci avrebbero consentito di partire con slancio, da subito. Questa è l’unica piccola critica che mi sento di fare, come ho avuto già modo di dire nei giorni passati, una responsabilità – si faccia attenzione – non attribuibile solo al Pd: le primarie sono nel codice genetico del partito infatti ma non in quello di tutta la coalizione”.

Prima la direzione, poi il via libera definitivo dall’assemblea regionale del Pd, ormai la campagna elettorale si può dire iniziata. Avete governato il Lazio per cinque anni, su quali questioni andrete a confrontarvi con gli elettori?

“Nel Lazio è necessario continuare l’opera di risanamento economico e finanziario che abbiamo mandato avanti dal 2005, in particolare nella sanità. Appena vinte le elezioni abbiamo trovato una Regione con un forte indebitamento, senza parlare del livello deficitario dei trasporti. Insomma, ci siamo ritrovati di fronte a tre settori in estrema difficoltà: sanità, casa e trasporti”.

E che realtà lasciate voi invece?

“Una situazione migliore, soprattutto nelle politiche della casa, posso testimoniarlo per il contributo diretto che ho potuto offrire. Abbiamo ricominciato a costruire alloggi popolari e con l’azienda Ater abbiamo ripreso interventi importanti, dall’impiantistica al montaggio degli ascensori. Non sono stati risolti tutti i problemi, è vero, ma un segnale è stato lanciato con la lotta alla morosità latente nei pagamenti degli affitti. Quindi complessivamente abbiamo portato avanti un’operazione di grande risanamento”.

Tutte rose questo giardino coltivato dal centrosinistra, non sembrerebbe invece…

“Ci sono altri settori che camminano in maniera più lenta, come la mobilità. Il Comune di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio in questi anni hanno fatto tanto ma si sa che ormai la Capitale ha le complessità di una città metropolitana, chi sta fuori vive come un dramma l’accesso alla città, pensiamo ai pendolari costretti a un inferno per muoversi ogni giorno”.

I disagi sono denunciati e pesanti e riguardano l’intero territorio regionale, con quali strumenti si deve affrontare il nodo?

“Ci vogliono strategie sinergiche. Il Gruppo Fs ha pensato forse troppo all’alta velocità e poco a rendere più dignitosa la rete ferroviaria regionale usata dai pendolari”.

Renata Polverini, candidata alla Presidenza del centrodestra, sta ritornando molto in questi giorni sul tema dei trasporti, dice che la situazione nel Lazio è ancora da carri bestiame…

“Mi chiedo dove fosse in questi anni la Polverini, magari in qualche salotto. Il Governo ha privilegiato con il Gruppo Fs i pochi viaggiatori di lunga percorrenza rispetto alla moltitudine delle tratte regionali. La Regione Lazio e la Provincia di Roma hanno impiegato grandi risorse, sono stati comprati dei treni ma il vero problema è che serve una svolta nella politica nazionale che punti sulla rete ferrioviaria. Diciamola in termini poveri, servono i quattrini”.

Allora Carapella, si ricandiderà al consiglio regionale?

“Sì, mi ricandido. Intanto perché ho fatto un solo mandato e poi perché voglio sostenere in pieno la battaglia al fianco di Emma Bonino. Guardi è importante sottolineare un aspetto, nel 2005 abbiamo trovato una Regione sfasciata anche nella propria dignità istituzionale, mala-sanità, mala-formazione professionale: un’attività legislativa messa molto in secondo piano rispetto alla figura del Presidente. Invece noi abbiamo lavorato per ridare dignità istituzionale alla Regione Lazio, producendo misure e buone leggi. Voglio citarne tre: il reddito minimo garantito per introdurre sussidio e supporto, il trasporto gratuito per gli studenti e la terze legge, di cui sono il primo firmatario, votata in consiglio regionale nel 2008 in maniera unanime. La legge cioè per l’architettura sostenibile e la bioedilizia: abbiamo bisogno di dare lavoro alle tante imprese, rendendo però le città più belle. Come ha detto il Papa, meno quartieri dormitorio e più interventi di qualità che ci consentano di creare nelle periferie dei luoghi di socialità”.

Gea Petrini

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Pubblicato il 03 febbraio - ore 15,12 Commenti (0)
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